giovedì 31 dicembre 2009

42.

"I really don't know why you're obsessed with all my secrets: you always make me cry, you seem to wanna hurt me no matter what I do. I'm telling just a couple, but somehow it gets to you. But I've learned how to get revenge... and I swear you'll experience that some day." (Sitting Down Here - Lene Marlin)
Infatti non capisco... ma ciò che conta è aver imparato.
Farò del mio meglio, davvero.

mercoledì 30 dicembre 2009

41.

«Dimmi che ti sei fidanzata?»
Ma è una domanda o un'affermazione? Voglio dire: o scrivi "dimmi: ti sei fidanzata?" oppure "dimmi che ti sei fidanzata." dopotutto non dovrebbe essere difficile, è italiano.
Ma sorvoliamo su questi dettagli grammaticali.
Mi sono fidanzata.
Che tentazione, fortunatamente io non mento mai.
Tutto perché voleva dire, ci scommetto, una perla del tipo "vedi? col tempo passa" oppure "sei andata avanti".
Ecco, io ho sempre avuto dei problemi nel non dire quello che penso... è più forte di me: nel momento in cui penso qualcosa devo dirlo, ed è per questo motivo che ho saggiamente scelto di ignorare.
Ignoro... e rido: sempre più ridicolo.

mercoledì 23 dicembre 2009

40.

«A me non interessa che tu mi chiami amico XD»
Buono a sapersi.
Sto male.
«Cos'hai?»
L'importante è essere coerenti con se stessi.
È evidente che hai dei problemi, fatti curare.
«Dille chiaramente le cose»
«No fallo prima tu, io non ho voglia.»
Non credevo di aver a che fare con l'asilo.
Parlare con uno stuzzicadenti porterebbe a risultati più soddisfacenti, neanche i dodicenni fanno così.
«M'infastidisci.»
Sapessi tu, tra i mal di testa e la nausea.
Non c'è niente; niente a cui pensare, niente da dire.
Nulla che mi sorprenda in vero. Qualsiasi cosa dica o faccia è quasi scontata, tuttavia non capisco l'accanimento nei miei confronti... risulta patetico. Oltremodo patetico.
Però a volte capita che tornino in mente ricordi, fatti o parole ed è a quel punto che ti si schiarisce un'immagine in mente, nitida come non mai.
Nasconditi, fa' pure... finché riesci.
Solo la consapevolezza che basterebbe guardarmi perché smetta è sufficiente a farmi provare pietà nei suoi confronti.
Io credo sia triste, un fatto triste, una persona triste... nel senso peggiore del termine.

sabato 19 dicembre 2009

39.

"Please forgive me for the sorrow, for leaving you in fear, for the dreams we had to silence...that’s all they'll ever be. Still I'll be the hand that serves you, though you’ll not see that it is me." (Hand Of Sorrow - Within Temptation)
Una cosa che ho notato è che non mi tocca più nulla: qualunque cosa dica, qualunque cosa faccia, non può farmi più male di quando già non abbia fatto. Certo, forse ci riuscirebbe se ci si mettesse d'impegno... ma in linea di massima non sento niente.
Non ho sentito niente.
Un po' d'irritazione causata dal fatto di essere stata preceduta per la seconda volta.
Irritazione e non dolore. Forse è l'abitudine.
E forse è un periodo e passerà anche questo... ma a me fa ridere, e tanto!

venerdì 18 dicembre 2009

38.

Be' si potrebbe dire fatta... ancora una volta non come volevo.

37.

"Pensa solo a se stesso, divide l’amore dal sesso, ha belle parole ma mantenere ciò che ha promesso non gli è mai successo... troppo egoista per un compromesso." (Cara Mia Ex - Articolo 31)
Le opzioni sono due: o riesco a fare quello che mi ero prefissata, e non dipende da me, oppure mi faccio venire in mente una frase che renda bene il concetto senza dover dare spiegazioni di sorta.
«..io mi annoio a dare spiegazioni». Scusa se esisto, ma prendiamo esempio.
Ormai non m'importa di nulla, non c'è una cosa che riesco a far andare per il verso giusto; non c'è niente che mi tiri davvero su il morale... e quando ci penso è una sola la cosa che mi viene in mente e non va bene.
Non va bene: devo trovare il modo per fare quel che devo e per farlo in fretta... anche se non mi servirà, anche se starò peggio.

martedì 15 dicembre 2009

36.

Non ho parole. Davvero.
Non è possibile. Cioè: è possibile ma è assurdo.
Che poi io so anche chi è... cioè io so la storia... ma come cazzo si fa a essere così idioti??
Però tutto quadra. Ora ha un senso.
Immagino dovrei sentirmi meglio dopo queste ultime recentissime notizie che hanno fatto luce su quell'enorme punto interrogativo che mi portavo appresso da tempo, ma non è così. Sono sconvolta.
E lui è un coglione. Sul serio.
Oddio ci sarebbe da scrivere il botta e risposta perché davvero è da non credere, e mi ricordo quella conversazione come fosse ieri!
Devo riprendermi, è ridicolo.

domenica 13 dicembre 2009

35.

"You were like one of those guys, the kind with a wandering eye... But I said: «Hey what the hell? For once in my life, I’ll take a ride on the wild side». You were so full of yourself... But damn, were you cute as well." (Dit It Again - Shakira)
Dire che non me l'aspettassi fin da subito sarebbe una cazzata... ma col senno di poi, non so se sia un bene essere consapevole di quanto fossi infelice prima.

giovedì 10 dicembre 2009

34.

A volte fai qualcosa e lo fai senza neanche pensarci.
Nel momento stesso in cui entri in un parco il resto della città rimane fuori e i rumori si riducono drasticamente.
È quasi come stare in una dimensione parallela, fuori dal mondo... almeno per me, almeno lì.
Quanto bene conosci quel posto? Tutto, ovunque, ogni oggetto, ogni suono, ogni sfumatura del cielo... Sai che non dovresti ma lo fai comunque, sai che non ti porterà a nulla di buono (e di certo a nulla), eppure un passo dopo l'altro avanzi mentre i ricordi ti scorrono accanto.
Non manca qualcosa? Una presenza, forse. Spiacevole la sensazione delle lacrime che lottano per uscire.
Cammini e arrivi dove l'estate aveva fatto seccare l'erba e ti accorgi che le piogge autunnali permettono che riscresca lentamente. E tutto sembra immobile, illuminato dalla luce del sole calante.
Continui a camminare finché arrivi alla fine...lasciati cadere su quella panchina, ne hai bisogno.
È incredibile quanti particolari possa cogliere e conservare la mente, sembra di rivivere le stesse scene... veramente pessimo il mio crollo fisico/emotivo.
Avrei dovuto essere fredda. Dovrei esserlo.
Poi le lacrime bagnano il terreno, ed è quel terreno... e ora, ora che sei sola, dimmi: chi ti sosterrà per non farti cadere?

martedì 8 dicembre 2009

33.

C'è bisogno di cambiare... in meglio o in peggio?
Di cambiare e basta, non credo che importi come.

lunedì 7 dicembre 2009

32.

"Believe me: the sun in your eyes made some of the lies worth believing." (Eye In The Sky - Noa)
E persare che una parte la credevo reale, e pensare che l'altra la credo reale ora.

domenica 6 dicembre 2009

31.

Ogni tanto ridi perché non ce la fai più a piangere... oppure perché ti si presentano situazioni esilaranti.
Succede che prima provi a fregartene, poi a incazzarti, poi a fingere che non ci sia nulla, poi a fingere che sia tutto normale. Nulla va bene.
E infatti, nulla. Mi mancano anche le parole, è quasi impossibile spiegarlo.
Ma al momento devo ancora realizzare, è probabile che mi ci vorrà del tempo per crederci... ora fa solo molto ridere :)
È proprio vero: le persone non cambiano, mai.

venerdì 4 dicembre 2009

30.

Come se nulla fosse successo.
Uh, dolore.
Non avrei mai pensato di riuscire ad arrivare a questo punto, ma ora sono qui... ormai è deciso.

martedì 1 dicembre 2009

29.

Ci sono persone che non riescono a stare da sole, è un fatto; l'avevo già notato prima, ma effettivamente non vi avevo mai prestato più di tanta attenzione.
Eppure più ci penso e meno capisco... è così semplice stare con qualcuno?
Voglio dire: trovare una persona con la quale riesci veramente a stare bene, è una cosa che succede così spesso? Magari una o due volte a settimana, o al giorno?
Sono io che non me ne accorgo oppure semplicemente do troppa importanza alle cose?

lunedì 30 novembre 2009

28.

Si sente la mancanza di qualcosa che semplicemente non esiste. Così è.
Poi cammini, comunque sempre con l'ansia di guardarti intorno... però cammini perché non puoi fermarti. Non puoi tornare sui tuoi passi, è inutile voltarsi per guardare indietro: che senso avrebbe correre in contro al crepuscolo sperando di poter ammirare la stessa luce di un'alba?
In realtà, è vero che il ricordo dell'alba ti rimarrà sempre... ma è davvero quello che vuoi?
È un bene non riuscire a dormire per paura di perdersi il sorgere del sole? Per paura che possa essere più luminoso proprio nel momento in cui si è rannicchiati sotto le coperte? E, ancor peggio, andare avanti con quest'ansia senza avere la certezza che accadrà ancora?
Non credo sia giusto, né che sia possibile.
Potresti apprezzare i colori del tramonto ma non ti daranno mai le stesse sensazioni che avresti alle sei del mattino di una tiepida mattinata di inizio estate.

domenica 29 novembre 2009

27.

A parte che domani ho una verifica e non ho studiato una bega.
A parte che voglio andare a dormire e non alzarmi per due giorni, che non mi va di sentire le cazzate della gente, che non mi va di assecondare quelli con cui parlo, che non mi frega un cazzo del tre che prenderò domani in storia, che non ho gli scatti per il progetto di prestampa e che non m'interessa neanche di questo, a parte che il petto fa ancora male ma ci ho fatto l'abitudine perché non ha mai smesso, a parte che ho sempre freddo e non mi copro mai, che mi fa male tutto ma la salute è okay, che il tempo passa e me ne accorgo solo per il sole che tramonta, che è tutto inutile, che nulla cambierà e che la realtà non è come nei film. E che più mi guardo attorno più penso che stavo meglio quando non lo facevo, quando non ci pensavo; a parte il senso di nausea che non passa e la testa che gira e l'adrenalina che scorre.
A parte che manca poco ma non mi spezzerò comunque.
Non capisco cosa stia succedendo, o cosa sia successo... se è il mondo o se sono io.
Ma nulla è veramente importante, nulla è veramente importante.

26.

Ha smesso di esistere nel momento stesso in cui ha smesso di essere la persona che ho conosciuto.
Non è triste? Io penso di sì.

venerdì 27 novembre 2009

25.

Dopo averti dimostrato che valevo
Dopo averti regalato tutto quel che avevo
Mi hai lasciato solo l'anima
Mi accorgo che non vali certo
Il caro prezzo di una lacrima
(Non c'è Amore - Sottotono)

24.

«Hai presente quando ti metti a pensare a tutti i momenti passati insieme per capire cosa avrebbe dovuto metterti sul "chi vive"?» (500 Giorni Insieme)
Boh, carino il film.
Credo che dovrei mettere un po' in ordine le idee... quantomeno per ricordarmi che devo fare. Mi sto perdendo delle cose sembra, ma non lo trovo molto rilevante in effetti.
E dovrei aprire gli occhi. Letteralmente, visto che se no col cazzo che faccio gli scatti per quel minchia di progetto (francesismi delle 20.15).
Che ansia. Sembra che il tempo abbia fretta di passare, veloce e silenzioso... giusto per non farsi sentire.

mercoledì 25 novembre 2009

23.

È imbarazzante sapere che c'è gente che legge quello che scrivo, ora che ci penso, e lo sarà di più quando scriverò qualcosa su cui si potrebbe ampiamente sorvolare... ma dopotutto chissene.
Ho intenzione di trovarmi un passatempo. Entro breve.

martedì 24 novembre 2009

22.

Tutto questo non ha alcun senso!
Ridicolo.

21.

Oggi sono in vena di scrivere.
Dovrei finire un sito, rifare un cd dal principio, rileggere i paradigmi di inglese e studiare storia... ma dettagli, diciamo pure che me ne sbatto.
E, a parte che mi gira la testa, non so di che scrivere. Non che io non abbia sentito una serie infinita di cazzate anche oggi: ne ho sentite eccome, solo che preferisco sorvolare su certe inutili sottigliezze.
Non è male la testa che gira con i Nirvana in sottofondo.
Bene, detto ciò: il mistero mi circonda! Questa è una novità (una novità in ritardo perché è di ieri sera, lol), però carina... ma non mi sbilancerei oltre, anche perchè più che ridere c'è poco da fare.
Saranno i Nirvana o sarà la testa, ma ho perso l'ispirazione.
Sicuramente qualche buon samaritano entro stasera mi darà di che scrivere... dovrei sentire un po' di gente.
Tutto procede per il meglio. (?) Ok, tutto procede.

lunedì 23 novembre 2009

20.

Semplicemente non vedi e non capisci.
Le cose ti sfuggono, perché non hai le conoscenze adatte a comprenderle appieno.
Fa ridere pensare che tutto questo stia accadendo, inizio a credere di essermi intorpidita al punto di diventare quasi insensibile: sono poche le cose che condizionano i miei cambi d'umore.
È successo perché sono ancora in grado di ferire l'orgoglio di una persona. Non sai quanto può essere pericoloso, bisognerebbe lasciar correre queste frivolezze.
Ah, cosa non fa l'inesperienza!
Avrebbero dovuto avvertirmi: certe cose non possono essere fatte da chiunque... se non sei in grado, fatti da parte. Detesto che mi venga rubato il mio ruolo. Non avrei mai dovuto farmi fottere la parte così: il mio posto stava in alto... è ovvio che non tutti sono in grado di prendere in mano una situazione del genere, quindi perché far tutto 'sto casino? Era così semplice.
Ed è così divertente avere di nuovo il controllo, dopotutto.
Dicono che il potere dia alla testa...sarà vero?

19.

Il prezzemolo dà meno fastidio, non m'interessa se la strada è una: almeno non mi passare davanti trentadue volte. Chiudiamola subito 'sta parentesi, non sono in vena.
Facebook mi ha sempre detto che il mio peccato è la lussuria.
Ora: partendo dal presupposto che facebook ha sempre ragione, secondo me non è completamente esatto... dipende un po' dai punti di vista.
Ad ogni modo non tarpatemi le ali, diamo libero sfogo alla creatività.
Iniziamo a sbagliare.

domenica 22 novembre 2009

18.

Io ho scelto: ho scelto di sbagliare.

17.

"Che spreco passare tanto tempo con una persona, solo per scoprire che è un'estranea." (Se mi lasci ti cancello - Joel)
Odio il fatto che possa farmi stare così male. Odio il fatto che lo faccia senza problemi. Inizio a credere che in un certo senso lo trovi divertente.
Fosse per me, non mi farebbe né caldo né freddo. Se potessi scegliere, se potessi decidere come stare, starei bene. Sarei felice, è così.
Ma non posso.
È lui che mi atterrisce, il modo in cui mi parla. Sembra proprio che ci metta impegno, che lo faccia apposta... che abbia fatto di tutto da un mese a qui per farmi stare sempre peggio.
Ma non può essere. Il che vuol dire che ha un talento naturale, in fin dei conti.
Non riesco a concepirlo, è più forte di me: non posso fare a meno di stupirmi ogni volta che succede.
Parlo con qualcuno che non conosco, è incredibile. È semplicemente tutta una menzogna, una ridicola finzione... che io riesca o meno a capacitarmene.
Non è più importante, è il senso di vuoto che mi opprime.
Ci sono di questi momenti in cui mi sento veramente svuotata, non credo sia un bene.
Quando mi riprendo sto peggio, incolpiamo la malinconia o forse me stessa.
Quanto cambia ancora è il rancore che mi gira intorno, una certa amarezza...io non voglio.
Il punto è che non voglio.
Facile dire che non dovrebbe fregarmene un cazzo. Lo so, sarebbe così se potessi decidere.
Non ho intenzione di abbattermi o piangermi addosso. Non è quello che sto facendo.
Tutto questo non dipende da me... e se dovessi mai sentirmi "patetica" non è per come sono, ma per quanto sono stata idiota a fidarmi di un perfetto stronzo. Potrebbe riderne.
Ho l'impressione che non succederà facilmente, un'altra volta. È brutto pensare di essere condizionati dal passato... potrebbe essere positivo o decisamente negativo, dipende un po' dalle situazioni. La diffidenza non mi è mai piaciuta, ma credo dovrò familiarizzare un po' con questa nuova visione delle cose.
È incredibile come io non abbia ancora finito di stupirmi, certe cose mi lasciano letteralmente senza parole.
Non ho intenzione di cambiare idea, costi quel che costi.

16.

Patetica e immatura... possibile, ma non per aver detto il vero.
Patetica perché non l'ho salutato! Cioè tu sei lì, la pressione ti va sotto le scarpe, rischi di spiaccicare una decina di piccioni (original del duomo) crollando sulle ginocchia... e lui se la prende perché non l'hai salutato! Lui!
E immatura perché fa ridere!
Non è certo colpa mia se è ridicolo prendersela perché non l'ho salutato. Se devi proprio far storie almeno chiediti il perché... figurarsi!
Questo vuol dire solo perdere del tempo con una persona inutilmente.
Ci parli e ti accorgi che non sai chi diamine hai davanti, continui a parlarci e ti accorgi che non ha la più pallida idea di chi ha davanti.
Ed io mi chiedo che cazzo gliene frega comunque se non l'ho salutato, visto che non gliene frega un cazzo di tutto il resto... ma forse non è così difficile trovare una risposta.
Ad ogni modo: patetica e immatura. Ok.
A me resta solo la convinzione che le persone non cambiano da un giorno all'altro: o sei merda o sei cioccolato (scusate il francesismo)... e so cosa ne penso, ma non importa più.
Così è, io ho deciso.

sabato 21 novembre 2009

15.

"Nella vita conoscerai molti stronzi. Se ti feriscono pensa che è la stupidità che li spinge a farti del male: ti eviterà di ripagarli con la stessa moneta, perché non c'è di peggio al mondo del rancore e della vendetta." (Persepolis)
C'est la vie. Diamoci alla cultura.
Giornata inutile, me la sarei risparmiata volentieri... soprattutto una parte, non che il resto sia stato meglio.
Sconvolta, fisicamente e psicologicamente. In parole povere sono un disastro, nel senso letterale del termine.
Ed io mi chiedo ancora come tutto questo possa essere reale, come se non fosse successo mai nulla. Come se avessero resettato tutto da maggio a ottobre.
Incredibile, almeno per me.
Oltretutto sono in questo stato di pseudo-shock da questo pomeriggio. Per non parlare della spropositata quantità di adrenalina che mi scorre nelle vene, o del fatto che non mi reggono le ginocchia, o del fatto che i miei occhi hanno scelto deliberatamente di piangere... o dell'apatia che lotta contro la nausea, l'amarezza, la delusione, il disgusto, la tristezza, lo stress, la nostalgia, il disprezzo e l'amore. E non so per chi fare il tifo.
Così ti accorgi che non cambia nulla; che, tuo malgrado, hai ragione tu e non gli altri che ti dicono che "col tempo passa"... poi tra giramenti di testa e nausea vorresti solo riuscire a dormire senza sognare.
Non riesci a fare niente di quello che vorresti. Non puoi fare niente e basta.
Sospira e sorridi, continua a fingere e farti del male.

venerdì 20 novembre 2009

14.

Fa sempre più male.
Incomprensibilmente sempre più male.

13.

Ieri, per la prima volta da circa tre anni che faccio la stessa strada e prendo gli stessi mezzi ogni singolo giorno, ho letto il mio oroscopo dell'ATM.
Sono soddisfazioni. Quasi.
Gemelli: "Il fascino e il magnetismo che oggi vi avvolgono vi assicurano un gran successo in amore"
Ah, be'... direi che forse (ma forse, eh) è un po' fuori strada, giusto quell'attimo. Oppure è questione d'interpretazione, ahah.
Ad ogni modo, ne ho abbastanza di questa cosa e devo togliermi 'sto peso anche se non so quale utilità potrà mai avere. Ovviamente ammesso che sia fattibile.
Scappa, finché l'età te lo permette... prima o poi non potrai più e dovrai affrontarle le situazioni ****** (censured).

martedì 17 novembre 2009

12.

Questa è bella! Ci vorrebbe un copia-incolla ma sinceramente è meglio di no.
È proprio vero: una volta che inizi a cadere non ti fermi più.
Alquanto squallido, aggiungerei.

11.

Sempre le solite cose: «Non devi pensarci..», ma va?
Fortuna che esistono di queste affermazioni originali, altrimenti non saprei che fare.
Comunque stavo notando una cosa: alla maggior parte delle persone non frega un cazzo di conoscerti o di sapere come sei, evidentemente non è necessario.
Lo so, lo so: "bella scoperta"
Ma che ci posso fare? Io mi accorgo di 'ste cose solo quando vado a sbatterci contro... come tutto, alla fine.
E ho deciso: se il mondo gira così, perché dovrei oppormi?
È totalmente inutile, quindi tanto vale adeguarsi... o sbaglio?
Comunque girala e voltala come fai o non fai qualcosa, la sbagli. È matematico.
Elaborando teorie:
1. Fai quello che vuoi fare, quello che ti sembra meglio fare, non fare quello che non vuoi fare, o non fare qualcosa di cui non sei convinto... ma non stare ad arrovellarti su queste puttanate tanto, di qualsiasi cosa si tratti, è scientificamente dimostrato che ne verrà fuori tutto il contrario di quello che volevi.
2. La gente se ne sbatte di te? Sbattitene della gente.
Non ci riesci? (mi associo) Fingi di riuscirci.
3. Qualche fenomenale mente umana ti consiglia di distrarti e tu lì per lì pensi: "eh grazie al cazzo" (che comunque è sempre un'ottima cosa)... Fallo.
Non ci riesci? (neanche io) Fingi di farlo.
4. È cosa assai poco carina prendere a pugni tutti quelli che ti irritano, anche quelli che ti irritano pure se sei di buon umore: sorridi. Fingi di sorridere e ignora.
5. Puoi fingere. Puoi farlo in qualsiasi circostanza. Puoi anche metterci impegno (che magari prima o poi al posto di Scamarcio mettono qualcuno con un minimo di talento), ma non riuscirai a convincere te stesso.
Probabilmente tutto questo impegno a recitare una parte che non mi appartiene mi sta facendo buttar via un sacco di energie: più m'impegno ad apparire disinvolta, più arrivo a casa distrutta. Ma è la facciata che conta.
Fingi, fallo ancora, fallo meglio.

lunedì 16 novembre 2009

10.

Si tratta solo di autoconvincimento.
Semplicemente non devo pensarci troppo, devo farlo e basta, e chissene delle conseguenze.
In effetti non saprei dire se cambierebbe qualcosa o se sarebbe utile, ma a questo punto tanto vale provare... sempre meglio che prendere le cose come vengono senza reagire mai a niente.
E più ci penso più m'innervosisco. Ma non m'incazzo: innanzitutto non posso, e come se non bastasse non ne ho la forza.
Quindi tentiamo, e vediamo come va.

9.

Come diamine ho fatto a prendere 8.5 in italiano senza fare una mazza? o_o"
Vabbè.
Credo di avere una sorta di crisi artistica, non so di che scrivere... non che mi manchino pensieri contorti e completamente privi di uno scopo sia chiaro: semplicemente non mi viene da buttar giù nulla di originale.
È frustrante.
Come prendere 8.5 in italiano perdendo gli appunti e non consegnando tre poesie su tre... inizio a pensare che neanche se passassi il tempo a dormire in classe riuscirei a prendere meno della sufficienza, che tristezza.
Ad ogni modo, malgrado le mie speranze, nessuno la smette di far domande idiote... o affermazioni idiote. Dalla padella alla brace.
«Ho visto che ti stai ancora arrovellando...»
Cosa? Chi? Io?
Ma ti è dato di volta il cervello?
Io ho deciso. È fatta. Quasi fatta.
Comunque l'idea c'è; è il pensiero che conta dopotutto.
Ma non limitiamoci a pensare, agiamo un po'... dovrò farmi venire in mente qualcosa.

sabato 14 novembre 2009

8.

Dire di aver toccato il fondo mi sembra una prospettiva ottimistica.
Quando pensi che sia così, preparati: probabilmente ti si sgretolerà la terra sotto i piedi e cadrai ancora.
È tutto un alternarsi di cadute angoscianti e atterraggi dolorosi.
Ad un certo punto bisognerebbe farci l'abitudine, e forse per alcuni è così.
Eppure non va meglio.
Il fatto di essere "preparati" non aiuta, comunque non me. Ma forse perché io non concepisco l'esistenza della sofferenza in sè.
E non aiuta neanche il famosissimo fattore tempo, per quanto tutti sembrino convinti del contrario, con me non funziona. Il tempo passa e io sto peggio, com'è possibile?
Sono secondi e minuti che scorrono, assieme a sospiri di rassegnazione e malinconia; ore di pensieri e ricordi... giorni di sorrisi e lacrime.
Passano le settimane e neanche me ne accorgo, arriverò a non accorgermi dei mesi? Speriamo di no, se non rinnovo l'abbonamento è un casino.
Ammetto di essermi aggrappata con le unghie e coi denti alla speranza che avessero ragione: "col tempo passa"
Ma dove? In che universo parallelo? Sono l'unica a cui non sembra affatto?
Ci sono stati un paio di giorni in cui stavo per convincermi anche io, ma è davvero insostenibile.
La sensazione è quella iniziale: come se mi avessero letteralmente gettata in un'enorme vasca piena di acqua gelata mentre dormivo beandomi dei miei sogni... e io non so nuotare.
Solo che col tempo si è amplificata anziché diminuire. Diciamo che al posto della vasca c'è l'Atlantico... non so se rende l'idea.
E io sono qui che vado sempre più a fondo chidendomi quant'acqua dovrà entrarmi nei polmoni prima di non sentire più niente.
Come suona drammatico, non era mia intenzione.
Tutta colpa della mia memoria alla fine, io non dimentico mai nulla. Il risultato sono mille mila ricordi, immagini, parole... cose inutili.
«Ormai pensarci non serve a niente» sono tutti preparati a sperperare consigli (ovvietà), come se non sapessi cos'è meglio fare.
C'è una notevole differenza tra il non sapere cosa fare e il non riuscire a fare qualcosa.
Ci sono cose che non dipendono dalla nostra volontà, e le emozioni non si possono controllare.
Ma dopotutto è meglio non saper controllare le emozioni, che non averne affatto.

venerdì 13 novembre 2009

7.

Il mondo ha preso a girare alla rovescia. Oppure sono storta io, non ci sono alternative.
Per come la vedo, la seconda è più probabile... si fa prima a dire che la minoranza è in errore dopotutto: di certo nessuno si metterebbe contro il restante della popolazione.

6.

Ok, è ufficiale: io detesto le domande idiote.
Soprattutto se fatte da gente che sa meglio di me la risposta.
Ma che me lo chiedi a fare come va o come sto? E cosa mi dici a fare di "non pensarci"?
Poi alla luce del fatto che 'sta cosa la sai meglio della sottoscritta (ahah, quante pretese -.-), non ti passa neanche per l'anticamera del cervello di tacere una buona volta?
Però rispondo a monosillabi, sempre le stesse due parole, sorriso forzatissimo e palesemente falso... prima o poi la smetteranno.

giovedì 12 novembre 2009

5.

Io credo che non smetterò mai di stupirmi: quando penso di aver visto e sentito di tutto capita che accada qualcosa che smonti in ogni singolo punto questa passeggera convinzione.
E non capirò mai le persone. O meglio: le persone le capisco, non è poi così difficile... quello che non capirò mai è il perché agiscono in determinati modi.
Oltretutto è ora di svegliarsi: basta pensare che debba esserci qualcosa di buono in ogni singolo individuo.
Basta.
Non è così, è evidente.
Dovrei mettermi in testa almeno 'sta cosa, sarebbe tutto più semplice.
Il fatto è che io certe cose non riesco proprio a concepirle... come fa la gente a fregarsene di tutto e di tutti? quest'insofferenza collettiva è contagiosa?
Contagiatemi! Non aspetto altro.
Però non si può fare sembra, quindi alla fine credo sia giusto: bisogna che ci sia un certo ordine naturale nelle cose... quelli come me si fideranno sempre troppo e ne soffriranno sempre e comunque, e gli altri andranno avanti per la loro strada calpestando il resto del mondo.
È un cerchio, ma speriamo che giri.

mercoledì 11 novembre 2009

4.

Ci sono cose che ti aprono la mente... a volte film:
"La Verità è Che Non Gli Piaci Abbastanza"

• "Se non ti chiede di uscire, non gli piaci abbastanza. Perché se gli piaci, sta' tranquilla che te lo chiede" (Alex)

"Se non ti chiama non gli piaci abbastanza: gli uomini sanno come funziona un telefono" (Alex)

• "Se ti lascia non gli piaci abbastanza.
«Non voglio più stare con te» significa esattamente «non voglio più stare con te»." (Alex)

"Fidati, se un uomo si comporta come se non gliene fregasse un cazzo di te, non gliene frega un cazzo di te davvero!" (Alex)

• "Voi donne vi fate tutte queste pippe mentali: prendete ogni cosa che un uomo fa e le trasformate in un'altra cosa" (Alex)

• "Io disseziono ogni piccola cosa e a volte mi espongo troppo, ma almeno ho dei sentimenti.
Tu credi di essere forte perché le donne per te sono intercambiabili. Tu sicuramente non soffrirai, non ti renderai ridicolo, ma così non t'innamorerai mai.
Tu non sei forte: tu sei solo, Alex.
Io farò una serie infinita di cazzate, ma so di essere più vicina all'amore di quanto non lo sia tu... preferisco essere così che essere come te." (Gigi)

• "O forse il lieto fine è questo: sapere che nonostante le telefonate non ricevute e il cuore infranto, nonostante tutte le figuracce e i segnali male interpretati, nonostante i pianti e gli imbarazzi, non hai mai e poi mai perso la speranza." (Gigi)

Niente da aggiungere... però il quarto punto è fantastico.

martedì 10 novembre 2009

3.

È mai possibile che le persone non siano in grado di prendere una decisione?
Una. Non è difficile.
Non si può continuamente stare in bilico fra più opzioni: fai una scelta e ne accetti le conseguenze.
Però scegli. E lo fai... anziché far qualcosa, pentirtene e tornare indietro.
In certi momenti bisogna anche sapersi assumere le proprie responsabilità, non si può sempre mandare avanti gli altri e tirarsi automaticamente fuori da ogni circostanza. Patetico.

lunedì 9 novembre 2009

2.

Ci sono delle cose che ti buttano giù anche se tu provi in tutti i modi a convincerti che non t'importa.

sabato 7 novembre 2009

1.

Fondamentalmente quello che devi fare è stare zitto. Sempre. E se proprio ti vuoi sfogare, se proprio ne hai bisogno, vedi di farlo con quanta più discrezione riesci.
Alla fine non frega un cazzo a nessuno: che tu stia bene o male, le loro vite vanno avanti comunque. Quindi, se senti questa necessità, le tue scelte si riduco drasticamente una volta che capisci che effettivamente se ne sbattono tutti: puoi sbattertene anche tu (e sarebbe la cosa migliore da fare, ma non tutti ne sono in grado), puoi parlarne con qualcuno di cui ti fidi o a cui sei particolarmente legato (che sicuramente ti ascolterà, forse ti consiglierà, ma girala e voltala il problema è tuo non suo..quindi fattene una ragione: non cambia un cazzo neanche a lui), o puoi scriverne.
Scrivere. Ovunque.
Il fatto di farlo sul web o su di un'improvvisata tovaglietta di carta con stampe di colori osceni unta da autogrill non è rilevante al fine... come non è rilevante che altri capiscano di che stai parlando.
Gli altri, comunque, sono quelli la cui vita va avanti mentre tu ti fai mille problemi inutili senza capo né coda ai quali sai perfettamente che non troverai uno straccio di soluzione.
Ma almeno ti sfoghi.
Che poi dico: "sfogarsi" che termine ardito.
Se anche interessasse davvero a qualcuno, se anche qualcuno volesse davvero stare a sentire per ore quello che hai da dire... a te cambierebbe qualcosa?
Se esistesse anche solo una persona disposta a star dietro alle tue seghe mentali totalmente prive di uno scopo, tu ti sentiresti meglio? più realizzato? più leggero?
E d'altro canto: scriverne ti aiuta?
Perché volendo essere proprio oggettivi l'unica cosa utile è passare sopra a tutto: te ne fai una ragione e vai avanti, tanto le altre opzioni sarebbero uno spreco di tempo.
Ma è un dato di fatto che ognuno reagisca a modo suo.
Alcuni ne parleranno con l'amichetta del cuore (che conoscono da trent'anni, malgrado ne abbiano appena compiuti dodici); altri scasseranno le palle a tutte le loro conoscenze raccontando sempre la stessa cosa e ottenendo sempre la stessa reazione fino alla nausea; altri ne scriveranno... su di un diario, un quaderno, a computer per poi farne un libro, o direttamente in uno spazio virtuale.
Personalmente, per quanto riguarda lo scrivere, posso dire di aver fatto la prima e la seconda, che farò la terza (o almeno, ci proverò) e che, per vostro immenso piacere, questo è il mio spazio e voi ci siete finiti dentro.