Dire di aver toccato il fondo mi sembra una prospettiva ottimistica.
Quando pensi che sia così, preparati: probabilmente ti si sgretolerà la terra sotto i piedi e cadrai ancora.
È tutto un alternarsi di cadute angoscianti e atterraggi dolorosi.
Ad un certo punto bisognerebbe farci l'abitudine, e forse per alcuni è così.
Eppure non va meglio.
Il fatto di essere "preparati" non aiuta, comunque non me. Ma forse perché io non concepisco l'esistenza della sofferenza in sè.
E non aiuta neanche il famosissimo fattore tempo, per quanto tutti sembrino convinti del contrario, con me non funziona. Il tempo passa e io sto peggio, com'è possibile?
Sono secondi e minuti che scorrono, assieme a sospiri di rassegnazione e malinconia; ore di pensieri e ricordi... giorni di sorrisi e lacrime.
Passano le settimane e neanche me ne accorgo, arriverò a non accorgermi dei mesi? Speriamo di no, se non rinnovo l'abbonamento è un casino.
Ammetto di essermi aggrappata con le unghie e coi denti alla speranza che avessero ragione: "col tempo passa"
Ma dove? In che universo parallelo? Sono l'unica a cui non sembra affatto?
Ci sono stati un paio di giorni in cui stavo per convincermi anche io, ma è davvero insostenibile.
La sensazione è quella iniziale: come se mi avessero letteralmente gettata in un'enorme vasca piena di acqua gelata mentre dormivo beandomi dei miei sogni... e io non so nuotare.
Solo che col tempo si è amplificata anziché diminuire. Diciamo che al posto della vasca c'è l'Atlantico... non so se rende l'idea.
E io sono qui che vado sempre più a fondo chidendomi quant'acqua dovrà entrarmi nei polmoni prima di non sentire più niente.
Come suona drammatico, non era mia intenzione.
Tutta colpa della mia memoria alla fine, io non dimentico mai nulla. Il risultato sono mille mila ricordi, immagini, parole... cose inutili.
«Ormai pensarci non serve a niente» sono tutti preparati a sperperare consigli (ovvietà), come se non sapessi cos'è meglio fare.
C'è una notevole differenza tra il non sapere cosa fare e il non riuscire a fare qualcosa.
Ci sono cose che non dipendono dalla nostra volontà, e le emozioni non si possono controllare.
Ma dopotutto è meglio non saper controllare le emozioni, che non averne affatto.
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