Fondamentalmente quello che devi fare è stare zitto. Sempre. E se proprio ti vuoi sfogare, se proprio ne hai bisogno, vedi di farlo con quanta più discrezione riesci.
Alla fine non frega un cazzo a nessuno: che tu stia bene o male, le loro vite vanno avanti comunque. Quindi, se senti questa necessità, le tue scelte si riduco drasticamente una volta che capisci che effettivamente se ne sbattono tutti: puoi sbattertene anche tu (e sarebbe la cosa migliore da fare, ma non tutti ne sono in grado), puoi parlarne con qualcuno di cui ti fidi o a cui sei particolarmente legato (che sicuramente ti ascolterà, forse ti consiglierà, ma girala e voltala il problema è tuo non suo..quindi fattene una ragione: non cambia un cazzo neanche a lui), o puoi scriverne.
Scrivere. Ovunque.
Il fatto di farlo sul web o su di un'improvvisata tovaglietta di carta con stampe di colori osceni unta da autogrill non è rilevante al fine... come non è rilevante che altri capiscano di che stai parlando.
Gli altri, comunque, sono quelli la cui vita va avanti mentre tu ti fai mille problemi inutili senza capo né coda ai quali sai perfettamente che non troverai uno straccio di soluzione.
Ma almeno ti sfoghi.
Che poi dico: "sfogarsi" che termine ardito.
Se anche interessasse davvero a qualcuno, se anche qualcuno volesse davvero stare a sentire per ore quello che hai da dire... a te cambierebbe qualcosa?
Se esistesse anche solo una persona disposta a star dietro alle tue seghe mentali totalmente prive di uno scopo, tu ti sentiresti meglio? più realizzato? più leggero?
E d'altro canto: scriverne ti aiuta?
Perché volendo essere proprio oggettivi l'unica cosa utile è passare sopra a tutto: te ne fai una ragione e vai avanti, tanto le altre opzioni sarebbero uno spreco di tempo.
Ma è un dato di fatto che ognuno reagisca a modo suo.
Alcuni ne parleranno con l'amichetta del cuore (che conoscono da trent'anni, malgrado ne abbiano appena compiuti dodici); altri scasseranno le palle a tutte le loro conoscenze raccontando sempre la stessa cosa e ottenendo sempre la stessa reazione fino alla nausea; altri ne scriveranno... su di un diario, un quaderno, a computer per poi farne un libro, o direttamente in uno spazio virtuale.
Personalmente, per quanto riguarda lo scrivere, posso dire di aver fatto la prima e la seconda, che farò la terza (o almeno, ci proverò) e che, per vostro immenso piacere, questo è il mio spazio e voi ci siete finiti dentro.
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