A volte fai qualcosa e lo fai senza neanche pensarci.
Nel momento stesso in cui entri in un parco il resto della città rimane fuori e i rumori si riducono drasticamente.
È quasi come stare in una dimensione parallela, fuori dal mondo... almeno per me, almeno lì.
Quanto bene conosci quel posto? Tutto, ovunque, ogni oggetto, ogni suono, ogni sfumatura del cielo... Sai che non dovresti ma lo fai comunque, sai che non ti porterà a nulla di buono (e di certo a nulla), eppure un passo dopo l'altro avanzi mentre i ricordi ti scorrono accanto.
Non manca qualcosa? Una presenza, forse. Spiacevole la sensazione delle lacrime che lottano per uscire.
Cammini e arrivi dove l'estate aveva fatto seccare l'erba e ti accorgi che le piogge autunnali permettono che riscresca lentamente. E tutto sembra immobile, illuminato dalla luce del sole calante.
Continui a camminare finché arrivi alla fine...lasciati cadere su quella panchina, ne hai bisogno.
È incredibile quanti particolari possa cogliere e conservare la mente, sembra di rivivere le stesse scene... veramente pessimo il mio crollo fisico/emotivo.
Avrei dovuto essere fredda. Dovrei esserlo.
Poi le lacrime bagnano il terreno, ed è quel terreno... e ora, ora che sei sola, dimmi: chi ti sosterrà per non farti cadere?
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