lunedì 30 novembre 2009

28.

Si sente la mancanza di qualcosa che semplicemente non esiste. Così è.
Poi cammini, comunque sempre con l'ansia di guardarti intorno... però cammini perché non puoi fermarti. Non puoi tornare sui tuoi passi, è inutile voltarsi per guardare indietro: che senso avrebbe correre in contro al crepuscolo sperando di poter ammirare la stessa luce di un'alba?
In realtà, è vero che il ricordo dell'alba ti rimarrà sempre... ma è davvero quello che vuoi?
È un bene non riuscire a dormire per paura di perdersi il sorgere del sole? Per paura che possa essere più luminoso proprio nel momento in cui si è rannicchiati sotto le coperte? E, ancor peggio, andare avanti con quest'ansia senza avere la certezza che accadrà ancora?
Non credo sia giusto, né che sia possibile.
Potresti apprezzare i colori del tramonto ma non ti daranno mai le stesse sensazioni che avresti alle sei del mattino di una tiepida mattinata di inizio estate.

domenica 29 novembre 2009

27.

A parte che domani ho una verifica e non ho studiato una bega.
A parte che voglio andare a dormire e non alzarmi per due giorni, che non mi va di sentire le cazzate della gente, che non mi va di assecondare quelli con cui parlo, che non mi frega un cazzo del tre che prenderò domani in storia, che non ho gli scatti per il progetto di prestampa e che non m'interessa neanche di questo, a parte che il petto fa ancora male ma ci ho fatto l'abitudine perché non ha mai smesso, a parte che ho sempre freddo e non mi copro mai, che mi fa male tutto ma la salute è okay, che il tempo passa e me ne accorgo solo per il sole che tramonta, che è tutto inutile, che nulla cambierà e che la realtà non è come nei film. E che più mi guardo attorno più penso che stavo meglio quando non lo facevo, quando non ci pensavo; a parte il senso di nausea che non passa e la testa che gira e l'adrenalina che scorre.
A parte che manca poco ma non mi spezzerò comunque.
Non capisco cosa stia succedendo, o cosa sia successo... se è il mondo o se sono io.
Ma nulla è veramente importante, nulla è veramente importante.

26.

Ha smesso di esistere nel momento stesso in cui ha smesso di essere la persona che ho conosciuto.
Non è triste? Io penso di sì.

venerdì 27 novembre 2009

25.

Dopo averti dimostrato che valevo
Dopo averti regalato tutto quel che avevo
Mi hai lasciato solo l'anima
Mi accorgo che non vali certo
Il caro prezzo di una lacrima
(Non c'è Amore - Sottotono)

24.

«Hai presente quando ti metti a pensare a tutti i momenti passati insieme per capire cosa avrebbe dovuto metterti sul "chi vive"?» (500 Giorni Insieme)
Boh, carino il film.
Credo che dovrei mettere un po' in ordine le idee... quantomeno per ricordarmi che devo fare. Mi sto perdendo delle cose sembra, ma non lo trovo molto rilevante in effetti.
E dovrei aprire gli occhi. Letteralmente, visto che se no col cazzo che faccio gli scatti per quel minchia di progetto (francesismi delle 20.15).
Che ansia. Sembra che il tempo abbia fretta di passare, veloce e silenzioso... giusto per non farsi sentire.

mercoledì 25 novembre 2009

23.

È imbarazzante sapere che c'è gente che legge quello che scrivo, ora che ci penso, e lo sarà di più quando scriverò qualcosa su cui si potrebbe ampiamente sorvolare... ma dopotutto chissene.
Ho intenzione di trovarmi un passatempo. Entro breve.

martedì 24 novembre 2009

22.

Tutto questo non ha alcun senso!
Ridicolo.

21.

Oggi sono in vena di scrivere.
Dovrei finire un sito, rifare un cd dal principio, rileggere i paradigmi di inglese e studiare storia... ma dettagli, diciamo pure che me ne sbatto.
E, a parte che mi gira la testa, non so di che scrivere. Non che io non abbia sentito una serie infinita di cazzate anche oggi: ne ho sentite eccome, solo che preferisco sorvolare su certe inutili sottigliezze.
Non è male la testa che gira con i Nirvana in sottofondo.
Bene, detto ciò: il mistero mi circonda! Questa è una novità (una novità in ritardo perché è di ieri sera, lol), però carina... ma non mi sbilancerei oltre, anche perchè più che ridere c'è poco da fare.
Saranno i Nirvana o sarà la testa, ma ho perso l'ispirazione.
Sicuramente qualche buon samaritano entro stasera mi darà di che scrivere... dovrei sentire un po' di gente.
Tutto procede per il meglio. (?) Ok, tutto procede.

lunedì 23 novembre 2009

20.

Semplicemente non vedi e non capisci.
Le cose ti sfuggono, perché non hai le conoscenze adatte a comprenderle appieno.
Fa ridere pensare che tutto questo stia accadendo, inizio a credere di essermi intorpidita al punto di diventare quasi insensibile: sono poche le cose che condizionano i miei cambi d'umore.
È successo perché sono ancora in grado di ferire l'orgoglio di una persona. Non sai quanto può essere pericoloso, bisognerebbe lasciar correre queste frivolezze.
Ah, cosa non fa l'inesperienza!
Avrebbero dovuto avvertirmi: certe cose non possono essere fatte da chiunque... se non sei in grado, fatti da parte. Detesto che mi venga rubato il mio ruolo. Non avrei mai dovuto farmi fottere la parte così: il mio posto stava in alto... è ovvio che non tutti sono in grado di prendere in mano una situazione del genere, quindi perché far tutto 'sto casino? Era così semplice.
Ed è così divertente avere di nuovo il controllo, dopotutto.
Dicono che il potere dia alla testa...sarà vero?

19.

Il prezzemolo dà meno fastidio, non m'interessa se la strada è una: almeno non mi passare davanti trentadue volte. Chiudiamola subito 'sta parentesi, non sono in vena.
Facebook mi ha sempre detto che il mio peccato è la lussuria.
Ora: partendo dal presupposto che facebook ha sempre ragione, secondo me non è completamente esatto... dipende un po' dai punti di vista.
Ad ogni modo non tarpatemi le ali, diamo libero sfogo alla creatività.
Iniziamo a sbagliare.

domenica 22 novembre 2009

18.

Io ho scelto: ho scelto di sbagliare.

17.

"Che spreco passare tanto tempo con una persona, solo per scoprire che è un'estranea." (Se mi lasci ti cancello - Joel)
Odio il fatto che possa farmi stare così male. Odio il fatto che lo faccia senza problemi. Inizio a credere che in un certo senso lo trovi divertente.
Fosse per me, non mi farebbe né caldo né freddo. Se potessi scegliere, se potessi decidere come stare, starei bene. Sarei felice, è così.
Ma non posso.
È lui che mi atterrisce, il modo in cui mi parla. Sembra proprio che ci metta impegno, che lo faccia apposta... che abbia fatto di tutto da un mese a qui per farmi stare sempre peggio.
Ma non può essere. Il che vuol dire che ha un talento naturale, in fin dei conti.
Non riesco a concepirlo, è più forte di me: non posso fare a meno di stupirmi ogni volta che succede.
Parlo con qualcuno che non conosco, è incredibile. È semplicemente tutta una menzogna, una ridicola finzione... che io riesca o meno a capacitarmene.
Non è più importante, è il senso di vuoto che mi opprime.
Ci sono di questi momenti in cui mi sento veramente svuotata, non credo sia un bene.
Quando mi riprendo sto peggio, incolpiamo la malinconia o forse me stessa.
Quanto cambia ancora è il rancore che mi gira intorno, una certa amarezza...io non voglio.
Il punto è che non voglio.
Facile dire che non dovrebbe fregarmene un cazzo. Lo so, sarebbe così se potessi decidere.
Non ho intenzione di abbattermi o piangermi addosso. Non è quello che sto facendo.
Tutto questo non dipende da me... e se dovessi mai sentirmi "patetica" non è per come sono, ma per quanto sono stata idiota a fidarmi di un perfetto stronzo. Potrebbe riderne.
Ho l'impressione che non succederà facilmente, un'altra volta. È brutto pensare di essere condizionati dal passato... potrebbe essere positivo o decisamente negativo, dipende un po' dalle situazioni. La diffidenza non mi è mai piaciuta, ma credo dovrò familiarizzare un po' con questa nuova visione delle cose.
È incredibile come io non abbia ancora finito di stupirmi, certe cose mi lasciano letteralmente senza parole.
Non ho intenzione di cambiare idea, costi quel che costi.

16.

Patetica e immatura... possibile, ma non per aver detto il vero.
Patetica perché non l'ho salutato! Cioè tu sei lì, la pressione ti va sotto le scarpe, rischi di spiaccicare una decina di piccioni (original del duomo) crollando sulle ginocchia... e lui se la prende perché non l'hai salutato! Lui!
E immatura perché fa ridere!
Non è certo colpa mia se è ridicolo prendersela perché non l'ho salutato. Se devi proprio far storie almeno chiediti il perché... figurarsi!
Questo vuol dire solo perdere del tempo con una persona inutilmente.
Ci parli e ti accorgi che non sai chi diamine hai davanti, continui a parlarci e ti accorgi che non ha la più pallida idea di chi ha davanti.
Ed io mi chiedo che cazzo gliene frega comunque se non l'ho salutato, visto che non gliene frega un cazzo di tutto il resto... ma forse non è così difficile trovare una risposta.
Ad ogni modo: patetica e immatura. Ok.
A me resta solo la convinzione che le persone non cambiano da un giorno all'altro: o sei merda o sei cioccolato (scusate il francesismo)... e so cosa ne penso, ma non importa più.
Così è, io ho deciso.

sabato 21 novembre 2009

15.

"Nella vita conoscerai molti stronzi. Se ti feriscono pensa che è la stupidità che li spinge a farti del male: ti eviterà di ripagarli con la stessa moneta, perché non c'è di peggio al mondo del rancore e della vendetta." (Persepolis)
C'est la vie. Diamoci alla cultura.
Giornata inutile, me la sarei risparmiata volentieri... soprattutto una parte, non che il resto sia stato meglio.
Sconvolta, fisicamente e psicologicamente. In parole povere sono un disastro, nel senso letterale del termine.
Ed io mi chiedo ancora come tutto questo possa essere reale, come se non fosse successo mai nulla. Come se avessero resettato tutto da maggio a ottobre.
Incredibile, almeno per me.
Oltretutto sono in questo stato di pseudo-shock da questo pomeriggio. Per non parlare della spropositata quantità di adrenalina che mi scorre nelle vene, o del fatto che non mi reggono le ginocchia, o del fatto che i miei occhi hanno scelto deliberatamente di piangere... o dell'apatia che lotta contro la nausea, l'amarezza, la delusione, il disgusto, la tristezza, lo stress, la nostalgia, il disprezzo e l'amore. E non so per chi fare il tifo.
Così ti accorgi che non cambia nulla; che, tuo malgrado, hai ragione tu e non gli altri che ti dicono che "col tempo passa"... poi tra giramenti di testa e nausea vorresti solo riuscire a dormire senza sognare.
Non riesci a fare niente di quello che vorresti. Non puoi fare niente e basta.
Sospira e sorridi, continua a fingere e farti del male.

venerdì 20 novembre 2009

14.

Fa sempre più male.
Incomprensibilmente sempre più male.

13.

Ieri, per la prima volta da circa tre anni che faccio la stessa strada e prendo gli stessi mezzi ogni singolo giorno, ho letto il mio oroscopo dell'ATM.
Sono soddisfazioni. Quasi.
Gemelli: "Il fascino e il magnetismo che oggi vi avvolgono vi assicurano un gran successo in amore"
Ah, be'... direi che forse (ma forse, eh) è un po' fuori strada, giusto quell'attimo. Oppure è questione d'interpretazione, ahah.
Ad ogni modo, ne ho abbastanza di questa cosa e devo togliermi 'sto peso anche se non so quale utilità potrà mai avere. Ovviamente ammesso che sia fattibile.
Scappa, finché l'età te lo permette... prima o poi non potrai più e dovrai affrontarle le situazioni ****** (censured).

martedì 17 novembre 2009

12.

Questa è bella! Ci vorrebbe un copia-incolla ma sinceramente è meglio di no.
È proprio vero: una volta che inizi a cadere non ti fermi più.
Alquanto squallido, aggiungerei.

11.

Sempre le solite cose: «Non devi pensarci..», ma va?
Fortuna che esistono di queste affermazioni originali, altrimenti non saprei che fare.
Comunque stavo notando una cosa: alla maggior parte delle persone non frega un cazzo di conoscerti o di sapere come sei, evidentemente non è necessario.
Lo so, lo so: "bella scoperta"
Ma che ci posso fare? Io mi accorgo di 'ste cose solo quando vado a sbatterci contro... come tutto, alla fine.
E ho deciso: se il mondo gira così, perché dovrei oppormi?
È totalmente inutile, quindi tanto vale adeguarsi... o sbaglio?
Comunque girala e voltala come fai o non fai qualcosa, la sbagli. È matematico.
Elaborando teorie:
1. Fai quello che vuoi fare, quello che ti sembra meglio fare, non fare quello che non vuoi fare, o non fare qualcosa di cui non sei convinto... ma non stare ad arrovellarti su queste puttanate tanto, di qualsiasi cosa si tratti, è scientificamente dimostrato che ne verrà fuori tutto il contrario di quello che volevi.
2. La gente se ne sbatte di te? Sbattitene della gente.
Non ci riesci? (mi associo) Fingi di riuscirci.
3. Qualche fenomenale mente umana ti consiglia di distrarti e tu lì per lì pensi: "eh grazie al cazzo" (che comunque è sempre un'ottima cosa)... Fallo.
Non ci riesci? (neanche io) Fingi di farlo.
4. È cosa assai poco carina prendere a pugni tutti quelli che ti irritano, anche quelli che ti irritano pure se sei di buon umore: sorridi. Fingi di sorridere e ignora.
5. Puoi fingere. Puoi farlo in qualsiasi circostanza. Puoi anche metterci impegno (che magari prima o poi al posto di Scamarcio mettono qualcuno con un minimo di talento), ma non riuscirai a convincere te stesso.
Probabilmente tutto questo impegno a recitare una parte che non mi appartiene mi sta facendo buttar via un sacco di energie: più m'impegno ad apparire disinvolta, più arrivo a casa distrutta. Ma è la facciata che conta.
Fingi, fallo ancora, fallo meglio.

lunedì 16 novembre 2009

10.

Si tratta solo di autoconvincimento.
Semplicemente non devo pensarci troppo, devo farlo e basta, e chissene delle conseguenze.
In effetti non saprei dire se cambierebbe qualcosa o se sarebbe utile, ma a questo punto tanto vale provare... sempre meglio che prendere le cose come vengono senza reagire mai a niente.
E più ci penso più m'innervosisco. Ma non m'incazzo: innanzitutto non posso, e come se non bastasse non ne ho la forza.
Quindi tentiamo, e vediamo come va.

9.

Come diamine ho fatto a prendere 8.5 in italiano senza fare una mazza? o_o"
Vabbè.
Credo di avere una sorta di crisi artistica, non so di che scrivere... non che mi manchino pensieri contorti e completamente privi di uno scopo sia chiaro: semplicemente non mi viene da buttar giù nulla di originale.
È frustrante.
Come prendere 8.5 in italiano perdendo gli appunti e non consegnando tre poesie su tre... inizio a pensare che neanche se passassi il tempo a dormire in classe riuscirei a prendere meno della sufficienza, che tristezza.
Ad ogni modo, malgrado le mie speranze, nessuno la smette di far domande idiote... o affermazioni idiote. Dalla padella alla brace.
«Ho visto che ti stai ancora arrovellando...»
Cosa? Chi? Io?
Ma ti è dato di volta il cervello?
Io ho deciso. È fatta. Quasi fatta.
Comunque l'idea c'è; è il pensiero che conta dopotutto.
Ma non limitiamoci a pensare, agiamo un po'... dovrò farmi venire in mente qualcosa.

sabato 14 novembre 2009

8.

Dire di aver toccato il fondo mi sembra una prospettiva ottimistica.
Quando pensi che sia così, preparati: probabilmente ti si sgretolerà la terra sotto i piedi e cadrai ancora.
È tutto un alternarsi di cadute angoscianti e atterraggi dolorosi.
Ad un certo punto bisognerebbe farci l'abitudine, e forse per alcuni è così.
Eppure non va meglio.
Il fatto di essere "preparati" non aiuta, comunque non me. Ma forse perché io non concepisco l'esistenza della sofferenza in sè.
E non aiuta neanche il famosissimo fattore tempo, per quanto tutti sembrino convinti del contrario, con me non funziona. Il tempo passa e io sto peggio, com'è possibile?
Sono secondi e minuti che scorrono, assieme a sospiri di rassegnazione e malinconia; ore di pensieri e ricordi... giorni di sorrisi e lacrime.
Passano le settimane e neanche me ne accorgo, arriverò a non accorgermi dei mesi? Speriamo di no, se non rinnovo l'abbonamento è un casino.
Ammetto di essermi aggrappata con le unghie e coi denti alla speranza che avessero ragione: "col tempo passa"
Ma dove? In che universo parallelo? Sono l'unica a cui non sembra affatto?
Ci sono stati un paio di giorni in cui stavo per convincermi anche io, ma è davvero insostenibile.
La sensazione è quella iniziale: come se mi avessero letteralmente gettata in un'enorme vasca piena di acqua gelata mentre dormivo beandomi dei miei sogni... e io non so nuotare.
Solo che col tempo si è amplificata anziché diminuire. Diciamo che al posto della vasca c'è l'Atlantico... non so se rende l'idea.
E io sono qui che vado sempre più a fondo chidendomi quant'acqua dovrà entrarmi nei polmoni prima di non sentire più niente.
Come suona drammatico, non era mia intenzione.
Tutta colpa della mia memoria alla fine, io non dimentico mai nulla. Il risultato sono mille mila ricordi, immagini, parole... cose inutili.
«Ormai pensarci non serve a niente» sono tutti preparati a sperperare consigli (ovvietà), come se non sapessi cos'è meglio fare.
C'è una notevole differenza tra il non sapere cosa fare e il non riuscire a fare qualcosa.
Ci sono cose che non dipendono dalla nostra volontà, e le emozioni non si possono controllare.
Ma dopotutto è meglio non saper controllare le emozioni, che non averne affatto.

venerdì 13 novembre 2009

7.

Il mondo ha preso a girare alla rovescia. Oppure sono storta io, non ci sono alternative.
Per come la vedo, la seconda è più probabile... si fa prima a dire che la minoranza è in errore dopotutto: di certo nessuno si metterebbe contro il restante della popolazione.

6.

Ok, è ufficiale: io detesto le domande idiote.
Soprattutto se fatte da gente che sa meglio di me la risposta.
Ma che me lo chiedi a fare come va o come sto? E cosa mi dici a fare di "non pensarci"?
Poi alla luce del fatto che 'sta cosa la sai meglio della sottoscritta (ahah, quante pretese -.-), non ti passa neanche per l'anticamera del cervello di tacere una buona volta?
Però rispondo a monosillabi, sempre le stesse due parole, sorriso forzatissimo e palesemente falso... prima o poi la smetteranno.

giovedì 12 novembre 2009

5.

Io credo che non smetterò mai di stupirmi: quando penso di aver visto e sentito di tutto capita che accada qualcosa che smonti in ogni singolo punto questa passeggera convinzione.
E non capirò mai le persone. O meglio: le persone le capisco, non è poi così difficile... quello che non capirò mai è il perché agiscono in determinati modi.
Oltretutto è ora di svegliarsi: basta pensare che debba esserci qualcosa di buono in ogni singolo individuo.
Basta.
Non è così, è evidente.
Dovrei mettermi in testa almeno 'sta cosa, sarebbe tutto più semplice.
Il fatto è che io certe cose non riesco proprio a concepirle... come fa la gente a fregarsene di tutto e di tutti? quest'insofferenza collettiva è contagiosa?
Contagiatemi! Non aspetto altro.
Però non si può fare sembra, quindi alla fine credo sia giusto: bisogna che ci sia un certo ordine naturale nelle cose... quelli come me si fideranno sempre troppo e ne soffriranno sempre e comunque, e gli altri andranno avanti per la loro strada calpestando il resto del mondo.
È un cerchio, ma speriamo che giri.

mercoledì 11 novembre 2009

4.

Ci sono cose che ti aprono la mente... a volte film:
"La Verità è Che Non Gli Piaci Abbastanza"

• "Se non ti chiede di uscire, non gli piaci abbastanza. Perché se gli piaci, sta' tranquilla che te lo chiede" (Alex)

"Se non ti chiama non gli piaci abbastanza: gli uomini sanno come funziona un telefono" (Alex)

• "Se ti lascia non gli piaci abbastanza.
«Non voglio più stare con te» significa esattamente «non voglio più stare con te»." (Alex)

"Fidati, se un uomo si comporta come se non gliene fregasse un cazzo di te, non gliene frega un cazzo di te davvero!" (Alex)

• "Voi donne vi fate tutte queste pippe mentali: prendete ogni cosa che un uomo fa e le trasformate in un'altra cosa" (Alex)

• "Io disseziono ogni piccola cosa e a volte mi espongo troppo, ma almeno ho dei sentimenti.
Tu credi di essere forte perché le donne per te sono intercambiabili. Tu sicuramente non soffrirai, non ti renderai ridicolo, ma così non t'innamorerai mai.
Tu non sei forte: tu sei solo, Alex.
Io farò una serie infinita di cazzate, ma so di essere più vicina all'amore di quanto non lo sia tu... preferisco essere così che essere come te." (Gigi)

• "O forse il lieto fine è questo: sapere che nonostante le telefonate non ricevute e il cuore infranto, nonostante tutte le figuracce e i segnali male interpretati, nonostante i pianti e gli imbarazzi, non hai mai e poi mai perso la speranza." (Gigi)

Niente da aggiungere... però il quarto punto è fantastico.

martedì 10 novembre 2009

3.

È mai possibile che le persone non siano in grado di prendere una decisione?
Una. Non è difficile.
Non si può continuamente stare in bilico fra più opzioni: fai una scelta e ne accetti le conseguenze.
Però scegli. E lo fai... anziché far qualcosa, pentirtene e tornare indietro.
In certi momenti bisogna anche sapersi assumere le proprie responsabilità, non si può sempre mandare avanti gli altri e tirarsi automaticamente fuori da ogni circostanza. Patetico.

lunedì 9 novembre 2009

2.

Ci sono delle cose che ti buttano giù anche se tu provi in tutti i modi a convincerti che non t'importa.

sabato 7 novembre 2009

1.

Fondamentalmente quello che devi fare è stare zitto. Sempre. E se proprio ti vuoi sfogare, se proprio ne hai bisogno, vedi di farlo con quanta più discrezione riesci.
Alla fine non frega un cazzo a nessuno: che tu stia bene o male, le loro vite vanno avanti comunque. Quindi, se senti questa necessità, le tue scelte si riduco drasticamente una volta che capisci che effettivamente se ne sbattono tutti: puoi sbattertene anche tu (e sarebbe la cosa migliore da fare, ma non tutti ne sono in grado), puoi parlarne con qualcuno di cui ti fidi o a cui sei particolarmente legato (che sicuramente ti ascolterà, forse ti consiglierà, ma girala e voltala il problema è tuo non suo..quindi fattene una ragione: non cambia un cazzo neanche a lui), o puoi scriverne.
Scrivere. Ovunque.
Il fatto di farlo sul web o su di un'improvvisata tovaglietta di carta con stampe di colori osceni unta da autogrill non è rilevante al fine... come non è rilevante che altri capiscano di che stai parlando.
Gli altri, comunque, sono quelli la cui vita va avanti mentre tu ti fai mille problemi inutili senza capo né coda ai quali sai perfettamente che non troverai uno straccio di soluzione.
Ma almeno ti sfoghi.
Che poi dico: "sfogarsi" che termine ardito.
Se anche interessasse davvero a qualcuno, se anche qualcuno volesse davvero stare a sentire per ore quello che hai da dire... a te cambierebbe qualcosa?
Se esistesse anche solo una persona disposta a star dietro alle tue seghe mentali totalmente prive di uno scopo, tu ti sentiresti meglio? più realizzato? più leggero?
E d'altro canto: scriverne ti aiuta?
Perché volendo essere proprio oggettivi l'unica cosa utile è passare sopra a tutto: te ne fai una ragione e vai avanti, tanto le altre opzioni sarebbero uno spreco di tempo.
Ma è un dato di fatto che ognuno reagisca a modo suo.
Alcuni ne parleranno con l'amichetta del cuore (che conoscono da trent'anni, malgrado ne abbiano appena compiuti dodici); altri scasseranno le palle a tutte le loro conoscenze raccontando sempre la stessa cosa e ottenendo sempre la stessa reazione fino alla nausea; altri ne scriveranno... su di un diario, un quaderno, a computer per poi farne un libro, o direttamente in uno spazio virtuale.
Personalmente, per quanto riguarda lo scrivere, posso dire di aver fatto la prima e la seconda, che farò la terza (o almeno, ci proverò) e che, per vostro immenso piacere, questo è il mio spazio e voi ci siete finiti dentro.