È un anno, oggi.
Faceva leggermente più caldo, niente vento, un po' di pioppi.
Un anno, non ci credo, da quando mi son detta di provare a non pensare: o la va o la spacca. Poteva andare meglio.
Doveva andare meglio. Avrebbe dovuto, quantomeno.
Un anno e non ha smesso di girarmi la testa quando ci penso.
E sono l'unica, l'unica lo so, a ricordarsi questa data perché fondamentalmente è passato. Per altri.
Per tutti, ma non per me. Ovvio.
Come passa in fretta il tempo, quando ci si diverte.
Riassumendo, dunque, cinque mesi ok e sette ko. Che poi è da vedere quanto i cinque mesi ok siano davvero stati tali; ho i miei dubbi, in vero, col senno di poi.
Ed ero così convinta, felice. Soprattutto felice, al punto da non crederci neanche.
Ora uguale: al punto da non crederci, abbattuta. Meglio non pensarci.
Tutto qui, un anno. È stato così semplice per me arrivarci, pare sia difficile per opinione comune ma non per quanto mi riguarda.
Sorvolerei sui ricordi, ho smesso.
E dopo questa botta alla mia sanità mentale (già di per sé alquanto discutibile) vado a farmi bionda, sperando si possa fare.
What day is it? And in what month? This clock never seemed so alive.
I can’t keep up and I can’t back down... I’ve been losing so much time.
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