Auguri, amore.
Auguri, sono certa sarebbe stata una bella giornata oggi. Probabilmente lo è stata, per te.
Detestabile trovarti in giro.
Non riesco davvero a spiegarmi che ho fatto per essere così sfigata: uh, deve essere davvero bello il ti amo tra una bimbaminchia ed un opportunista superficiale testa di cazzo. Falso, dimenticavo.
Se non mi fosse bastato trovarmeli davanti, direi che sarebbe divertente sentire questo genere di stronzate uscire dalla sua bocca.
Di fatto, mi ero promessa un po' di cose... non avrei dovuto mai più incrociare il suo sguardo, non avrei dovuto piangere mai.
Ho sempre sostenuto che non bisogna fare promesse che non si è in grado di mantenere.
Quella scena non me la toglierò mai dalla mente.
Tremare poi, quanto mi irrito! No, dico: tremare. Panico, davvero.
Colpa della curiosità se mi son girata. Colpa della curiosità se mi sto chiedendo ancora che genere di pensieri gli hanno attraversato la mente, ammesso e non concesso ne abbia una, per non parlare dei commenti. LOL.
Massì fingiamo di pensare che sia divertente. Nel frattempo: perché non ti fai cogliere da un istinto suicida? Sul serio.
Bimbiminchia che dichiarano amore ad altri bimbiminchia. Si chiama sesso, quello. Non sai neanche cosa sia l'amore, lurido pezzo di merda.
Sono davvero poco cordiale, me ne rendo conto, ma che ci posso fare? È più forte di me.
Ad ogni modo, resto della mia idea: tempo al tempo, prima o poi ognuno ha ciò che si merita.
Presto o tardi, io non ho fretta ormai, amore.
lunedì 31 maggio 2010
giovedì 27 maggio 2010
venerdì 21 maggio 2010
72.
Era sempre meglio di niente, credere di essere felici.
Credere di poter essere felici, per un periodo di tempo indeterminato.
Era questo che mi piaceva, sì. Era per questo che mi piaceva: era la mia illusione. Non c'era niente di male, tutti dovrebbero poter avere una loro piccola illusione a cui credere.
Io ci credevo, gli credevo.
È successo che, incomprensibilmente e imprevedibilmente, mi giungesse questa creatura. Non era niente per me, mai vista prima... ma è bastato uno sguardo, uno solo, perché iniziasse a fare parte di me.
A poco a poco è cresciuta, non era più un'illusione: era un'altra realtà. Non riuscivo a capire se la vivessi solo io o anche gli altri, ma ci stavo bene e non m'importava del resto. Era come rimanere avvolti nelle coperte un mattino invernale.
A volte sembrava di essere sospesi sopra un baratro.
Ero giunta ad un punto in cui quella realtà pareva essere vera, si può dire che ne fossi certa.
Finì tutto. Così, da un giorno all'altro.
La verità mi portò via la mia dolce illusione, aprendomi il petto e strappandomi il cuore.
Piansi e sperai, ma non servì a nulla.
Passò del tempo e mi resi conto che anche la speranza iniziava a vacillare. Piansi.
La verità, quando non vuoi sentirla, è atroce.
Pensandoci ora, voglio solo la mia illusione e non ti perdonerò mai per avermela negata: stavo così bene, perché me l'hai portata via? Non avevi il diritto di farmi soffrire.
E che diritto hai, adesso, di fare ancora parte di me? Non volevo dolore, non ti ho chiesto dolore. Privami anche di questo. Scompari.
Credere di poter essere felici, per un periodo di tempo indeterminato.
Era questo che mi piaceva, sì. Era per questo che mi piaceva: era la mia illusione. Non c'era niente di male, tutti dovrebbero poter avere una loro piccola illusione a cui credere.
Io ci credevo, gli credevo.
È successo che, incomprensibilmente e imprevedibilmente, mi giungesse questa creatura. Non era niente per me, mai vista prima... ma è bastato uno sguardo, uno solo, perché iniziasse a fare parte di me.
A poco a poco è cresciuta, non era più un'illusione: era un'altra realtà. Non riuscivo a capire se la vivessi solo io o anche gli altri, ma ci stavo bene e non m'importava del resto. Era come rimanere avvolti nelle coperte un mattino invernale.
A volte sembrava di essere sospesi sopra un baratro.
Ero giunta ad un punto in cui quella realtà pareva essere vera, si può dire che ne fossi certa.
Finì tutto. Così, da un giorno all'altro.
La verità mi portò via la mia dolce illusione, aprendomi il petto e strappandomi il cuore.
Piansi e sperai, ma non servì a nulla.
Passò del tempo e mi resi conto che anche la speranza iniziava a vacillare. Piansi.
La verità, quando non vuoi sentirla, è atroce.
Pensandoci ora, voglio solo la mia illusione e non ti perdonerò mai per avermela negata: stavo così bene, perché me l'hai portata via? Non avevi il diritto di farmi soffrire.
E che diritto hai, adesso, di fare ancora parte di me? Non volevo dolore, non ti ho chiesto dolore. Privami anche di questo. Scompari.
mercoledì 19 maggio 2010
71.
È un anno, oggi.
Faceva leggermente più caldo, niente vento, un po' di pioppi.
Un anno, non ci credo, da quando mi son detta di provare a non pensare: o la va o la spacca. Poteva andare meglio.
Doveva andare meglio. Avrebbe dovuto, quantomeno.
Un anno e non ha smesso di girarmi la testa quando ci penso.
E sono l'unica, l'unica lo so, a ricordarsi questa data perché fondamentalmente è passato. Per altri.
Per tutti, ma non per me. Ovvio.
Come passa in fretta il tempo, quando ci si diverte.
Riassumendo, dunque, cinque mesi ok e sette ko. Che poi è da vedere quanto i cinque mesi ok siano davvero stati tali; ho i miei dubbi, in vero, col senno di poi.
Ed ero così convinta, felice. Soprattutto felice, al punto da non crederci neanche.
Ora uguale: al punto da non crederci, abbattuta. Meglio non pensarci.
Tutto qui, un anno. È stato così semplice per me arrivarci, pare sia difficile per opinione comune ma non per quanto mi riguarda.
Sorvolerei sui ricordi, ho smesso.
E dopo questa botta alla mia sanità mentale (già di per sé alquanto discutibile) vado a farmi bionda, sperando si possa fare.
What day is it? And in what month? This clock never seemed so alive.
I can’t keep up and I can’t back down... I’ve been losing so much time.
Faceva leggermente più caldo, niente vento, un po' di pioppi.
Un anno, non ci credo, da quando mi son detta di provare a non pensare: o la va o la spacca. Poteva andare meglio.
Doveva andare meglio. Avrebbe dovuto, quantomeno.
Un anno e non ha smesso di girarmi la testa quando ci penso.
E sono l'unica, l'unica lo so, a ricordarsi questa data perché fondamentalmente è passato. Per altri.
Per tutti, ma non per me. Ovvio.
Come passa in fretta il tempo, quando ci si diverte.
Riassumendo, dunque, cinque mesi ok e sette ko. Che poi è da vedere quanto i cinque mesi ok siano davvero stati tali; ho i miei dubbi, in vero, col senno di poi.
Ed ero così convinta, felice. Soprattutto felice, al punto da non crederci neanche.
Ora uguale: al punto da non crederci, abbattuta. Meglio non pensarci.
Tutto qui, un anno. È stato così semplice per me arrivarci, pare sia difficile per opinione comune ma non per quanto mi riguarda.
Sorvolerei sui ricordi, ho smesso.
E dopo questa botta alla mia sanità mentale (già di per sé alquanto discutibile) vado a farmi bionda, sperando si possa fare.
What day is it? And in what month? This clock never seemed so alive.
I can’t keep up and I can’t back down... I’ve been losing so much time.
venerdì 14 maggio 2010
70.
Mi fa girare il cazzo, tanto.
Dio caro, perché ci sono così tante merde al mondo?
No ma io sono curiosa, davvero! Vorrei proprio sapere cosa aveva intenzione di dirmi prima della cazzata colossale "no lascia perdere, sono troppo buono", che già ci stava un megalol.
Perché è il minimo: io non posso sapere. Ciò che so è che l'amicizia non va a momenti.
Amicone. LOL.
Sarebbe stato altrettanto esagerato dire amico, quindi basta cazzate: la gente dovrebbe imparare a dirle in faccia le cose.
Dio caro, perché ci sono così tante merde al mondo?
No ma io sono curiosa, davvero! Vorrei proprio sapere cosa aveva intenzione di dirmi prima della cazzata colossale "no lascia perdere, sono troppo buono", che già ci stava un megalol.
Perché è il minimo: io non posso sapere. Ciò che so è che l'amicizia non va a momenti.
Amicone. LOL.
Sarebbe stato altrettanto esagerato dire amico, quindi basta cazzate: la gente dovrebbe imparare a dirle in faccia le cose.
domenica 9 maggio 2010
69.
"Si conobbero.
Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo.
E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai si era potuta riconoscere così."
Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo.
E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai si era potuta riconoscere così."
Il Barone Rampante, Calvino.
venerdì 7 maggio 2010
68.
"Ma è ancora così normale il male che vorrei per te. E sarò così falso, io sarò così solo per te." (Starless - Verdena)
Non so se sia normale davvero, so che il rancore non mi lascia.
Non vorrei addentrarmi troppo nel significato e nell'interpretazione della normalità, quindi tagliamo corto.
Mi darò alle citazioni credo, rendono bene l'idea e devo pensare molto meno.
Fingo meglio.
Non so se sia normale davvero, so che il rancore non mi lascia.
Non vorrei addentrarmi troppo nel significato e nell'interpretazione della normalità, quindi tagliamo corto.
Mi darò alle citazioni credo, rendono bene l'idea e devo pensare molto meno.
Fingo meglio.
sabato 1 maggio 2010
67.
Ma tu credi d'essere stato veramente degno dell'amore che ti portavo, o che per un solo momento io abbia pensato che tu lo fossi?
Sapevo bene che non lo eri.
Ma l'amore non si contratta in un mercato, né lo si può misurare con la bilancia del truffatore. La sua gioia, come la gioia dell'intelletto, sta nel sentirsi vivo.
Lo scopo dell'amore è l'amore: nulla più, nulla di meno.
T'avevo dato la mia intera esistenza.
Sapevo bene che non lo eri.
Ma l'amore non si contratta in un mercato, né lo si può misurare con la bilancia del truffatore. La sua gioia, come la gioia dell'intelletto, sta nel sentirsi vivo.
Lo scopo dell'amore è l'amore: nulla più, nulla di meno.
T'avevo dato la mia intera esistenza.
De Profundis, Oscar Wilde.
66.
"Non potevo liberare la mia esistenza da te. L'avevo tentato più e più volte." (Oscar Wilde)
Esci di casa, torni su perché hai dimenticato il cellulare.
Esci di nuovo di casa, torni ancora su perchè hai dimenticato l'ipod.
Torni fuori e ti chiedi se a questo punto sia ancora il caso di uscire, ma esci comunque perché ti sei vestita. E ti senti figa oltretutto. Ci sono le giornate in cui ti senti figa.
Ansia da "sono sul 4 il sabato pomeriggio" e arrivi in maciachini; il coglione del tuo amico è in ritardo e il coglione che hai di fianco cerca di attaccare bottone anche se hai su l'ipod e non lo stai a sentire.
«Ti da fastidio se faccio così?»
Ma brutto idiota stai muovendo tutta la cazzo di sbarra a cui io sono appoggiata: certo che mi dai fastidio, testa di minchia.
«Guarda sinceramente non m'interessa proprio.»
Sorrido, sono la cortesia fatta persona... e sono ironica.
Alle 3 il tale si degna di arrivare. Fuma. Perché minchia ora?
Passa il 4: ignora, fingi di non vedere. Ma ovviamente la mia dose spropositata di fortuna non si smentisce mai: alzo lo sguardo giusto in tempo per vedere tali due tizi. Due a caso.
Due... Non manca qualcosa? Qualcuno, forse?
Non chiedere, meglio non sapere. LOL: si può immaginare.
Manifestazione? E manifestazione sia.
Carina la ragazza, pare simpatica. Avere tra gli amici gente che non conosci, lol.
Flashback continui. Flashback su flashback.
Ex GS, bar, circa colonne.
«Noi restiamo qui, dobbiamo aspettare Angie»
Saluti. Sì ecco: andatevene, sticazzi.
Sicuro come l'oro ci sarà stato un comprensibile "scusa, ma chi è?" con conseguente risposta facilmente immaginabile. Che ridere.
Sconvolta dai commenti di tale tizio su gambe e pantaloncini, sorvolo con discrezione.
Pomeriggio trascorso a girare in colonne, come ti passa il tempo.
Pensiero fisso della giornata: poteva andare peggio.
Peggio! Ah, questa è bella: dopotutto è andata peggio tante di quelle volte che volendo non sarebbe cambiato poi molto, anzi.
Inutile fare conti alla rovescia: un anno fa stavo iniziando a frequentare gente; pessima cosa, andare in colonne, sedersi sul prato.
Cambia discorso.
Bella la maglietta del tizio, avrei dovuto segnarmi che c'era scritto: una di quelle cose romantiche ed assurdamente vere.
Sorvoliamo: pensavo giusto di eclissarmi. Non so, forse sto dimenticando qualcosa.
A parte la tizia, la strabica. Uh, cattiveria!
Cosa non fa essere fotogenici! Molto meglio in foto... sì, è proprio cattiveria. Chissene, non siamo finti buonisti.
LOL: finti buonisti.
Basta ora, stare con certa gente mi fa tornare in mente cose... come se non ci pensassi già.
Esci di casa, torni su perché hai dimenticato il cellulare.
Esci di nuovo di casa, torni ancora su perchè hai dimenticato l'ipod.
Torni fuori e ti chiedi se a questo punto sia ancora il caso di uscire, ma esci comunque perché ti sei vestita. E ti senti figa oltretutto. Ci sono le giornate in cui ti senti figa.
Ansia da "sono sul 4 il sabato pomeriggio" e arrivi in maciachini; il coglione del tuo amico è in ritardo e il coglione che hai di fianco cerca di attaccare bottone anche se hai su l'ipod e non lo stai a sentire.
«Ti da fastidio se faccio così?»
Ma brutto idiota stai muovendo tutta la cazzo di sbarra a cui io sono appoggiata: certo che mi dai fastidio, testa di minchia.
«Guarda sinceramente non m'interessa proprio.»
Sorrido, sono la cortesia fatta persona... e sono ironica.
Alle 3 il tale si degna di arrivare. Fuma. Perché minchia ora?
Passa il 4: ignora, fingi di non vedere. Ma ovviamente la mia dose spropositata di fortuna non si smentisce mai: alzo lo sguardo giusto in tempo per vedere tali due tizi. Due a caso.
Due... Non manca qualcosa? Qualcuno, forse?
Non chiedere, meglio non sapere. LOL: si può immaginare.
Manifestazione? E manifestazione sia.
Carina la ragazza, pare simpatica. Avere tra gli amici gente che non conosci, lol.
Flashback continui. Flashback su flashback.
Ex GS, bar, circa colonne.
«Noi restiamo qui, dobbiamo aspettare Angie»
Saluti. Sì ecco: andatevene, sticazzi.
Sicuro come l'oro ci sarà stato un comprensibile "scusa, ma chi è?" con conseguente risposta facilmente immaginabile. Che ridere.
Sconvolta dai commenti di tale tizio su gambe e pantaloncini, sorvolo con discrezione.
Pomeriggio trascorso a girare in colonne, come ti passa il tempo.
Pensiero fisso della giornata: poteva andare peggio.
Peggio! Ah, questa è bella: dopotutto è andata peggio tante di quelle volte che volendo non sarebbe cambiato poi molto, anzi.
Inutile fare conti alla rovescia: un anno fa stavo iniziando a frequentare gente; pessima cosa, andare in colonne, sedersi sul prato.
Cambia discorso.
Bella la maglietta del tizio, avrei dovuto segnarmi che c'era scritto: una di quelle cose romantiche ed assurdamente vere.
Sorvoliamo: pensavo giusto di eclissarmi. Non so, forse sto dimenticando qualcosa.
A parte la tizia, la strabica. Uh, cattiveria!
Cosa non fa essere fotogenici! Molto meglio in foto... sì, è proprio cattiveria. Chissene, non siamo finti buonisti.
LOL: finti buonisti.
Basta ora, stare con certa gente mi fa tornare in mente cose... come se non ci pensassi già.
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