Era sempre meglio di niente, credere di essere felici.
Credere di poter essere felici, per un periodo di tempo indeterminato.
Era questo che mi piaceva, sì. Era per questo che mi piaceva: era la mia illusione. Non c'era niente di male, tutti dovrebbero poter avere una loro piccola illusione a cui credere.
Io ci credevo, gli credevo.
È successo che, incomprensibilmente e imprevedibilmente, mi giungesse questa creatura. Non era niente per me, mai vista prima... ma è bastato uno sguardo, uno solo, perché iniziasse a fare parte di me.
A poco a poco è cresciuta, non era più un'illusione: era un'altra realtà. Non riuscivo a capire se la vivessi solo io o anche gli altri, ma ci stavo bene e non m'importava del resto. Era come rimanere avvolti nelle coperte un mattino invernale.
A volte sembrava di essere sospesi sopra un baratro.
Ero giunta ad un punto in cui quella realtà pareva essere vera, si può dire che ne fossi certa.
Finì tutto. Così, da un giorno all'altro.
La verità mi portò via la mia dolce illusione, aprendomi il petto e strappandomi il cuore.
Piansi e sperai, ma non servì a nulla.
Passò del tempo e mi resi conto che anche la speranza iniziava a vacillare. Piansi.
La verità, quando non vuoi sentirla, è atroce.
Pensandoci ora, voglio solo la mia illusione e non ti perdonerò mai per avermela negata: stavo così bene, perché me l'hai portata via? Non avevi il diritto di farmi soffrire.
E che diritto hai, adesso, di fare ancora parte di me? Non volevo dolore, non ti ho chiesto dolore. Privami anche di questo. Scompari.
venerdì 21 maggio 2010
mercoledì 19 maggio 2010
71.
È un anno, oggi.
Faceva leggermente più caldo, niente vento, un po' di pioppi.
Un anno, non ci credo, da quando mi son detta di provare a non pensare: o la va o la spacca. Poteva andare meglio.
Doveva andare meglio. Avrebbe dovuto, quantomeno.
Un anno e non ha smesso di girarmi la testa quando ci penso.
E sono l'unica, l'unica lo so, a ricordarsi questa data perché fondamentalmente è passato. Per altri.
Per tutti, ma non per me. Ovvio.
Come passa in fretta il tempo, quando ci si diverte.
Riassumendo, dunque, cinque mesi ok e sette ko. Che poi è da vedere quanto i cinque mesi ok siano davvero stati tali; ho i miei dubbi, in vero, col senno di poi.
Ed ero così convinta, felice. Soprattutto felice, al punto da non crederci neanche.
Ora uguale: al punto da non crederci, abbattuta. Meglio non pensarci.
Tutto qui, un anno. È stato così semplice per me arrivarci, pare sia difficile per opinione comune ma non per quanto mi riguarda.
Sorvolerei sui ricordi, ho smesso.
E dopo questa botta alla mia sanità mentale (già di per sé alquanto discutibile) vado a farmi bionda, sperando si possa fare.
What day is it? And in what month? This clock never seemed so alive.
I can’t keep up and I can’t back down... I’ve been losing so much time.
Faceva leggermente più caldo, niente vento, un po' di pioppi.
Un anno, non ci credo, da quando mi son detta di provare a non pensare: o la va o la spacca. Poteva andare meglio.
Doveva andare meglio. Avrebbe dovuto, quantomeno.
Un anno e non ha smesso di girarmi la testa quando ci penso.
E sono l'unica, l'unica lo so, a ricordarsi questa data perché fondamentalmente è passato. Per altri.
Per tutti, ma non per me. Ovvio.
Come passa in fretta il tempo, quando ci si diverte.
Riassumendo, dunque, cinque mesi ok e sette ko. Che poi è da vedere quanto i cinque mesi ok siano davvero stati tali; ho i miei dubbi, in vero, col senno di poi.
Ed ero così convinta, felice. Soprattutto felice, al punto da non crederci neanche.
Ora uguale: al punto da non crederci, abbattuta. Meglio non pensarci.
Tutto qui, un anno. È stato così semplice per me arrivarci, pare sia difficile per opinione comune ma non per quanto mi riguarda.
Sorvolerei sui ricordi, ho smesso.
E dopo questa botta alla mia sanità mentale (già di per sé alquanto discutibile) vado a farmi bionda, sperando si possa fare.
What day is it? And in what month? This clock never seemed so alive.
I can’t keep up and I can’t back down... I’ve been losing so much time.
venerdì 14 maggio 2010
70.
Mi fa girare il cazzo, tanto.
Dio caro, perché ci sono così tante merde al mondo?
No ma io sono curiosa, davvero! Vorrei proprio sapere cosa aveva intenzione di dirmi prima della cazzata colossale "no lascia perdere, sono troppo buono", che già ci stava un megalol.
Perché è il minimo: io non posso sapere. Ciò che so è che l'amicizia non va a momenti.
Amicone. LOL.
Sarebbe stato altrettanto esagerato dire amico, quindi basta cazzate: la gente dovrebbe imparare a dirle in faccia le cose.
Dio caro, perché ci sono così tante merde al mondo?
No ma io sono curiosa, davvero! Vorrei proprio sapere cosa aveva intenzione di dirmi prima della cazzata colossale "no lascia perdere, sono troppo buono", che già ci stava un megalol.
Perché è il minimo: io non posso sapere. Ciò che so è che l'amicizia non va a momenti.
Amicone. LOL.
Sarebbe stato altrettanto esagerato dire amico, quindi basta cazzate: la gente dovrebbe imparare a dirle in faccia le cose.
domenica 9 maggio 2010
69.
"Si conobbero.
Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo.
E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai si era potuta riconoscere così."
Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo.
E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai si era potuta riconoscere così."
Il Barone Rampante, Calvino.
venerdì 7 maggio 2010
68.
"Ma è ancora così normale il male che vorrei per te. E sarò così falso, io sarò così solo per te." (Starless - Verdena)
Non so se sia normale davvero, so che il rancore non mi lascia.
Non vorrei addentrarmi troppo nel significato e nell'interpretazione della normalità, quindi tagliamo corto.
Mi darò alle citazioni credo, rendono bene l'idea e devo pensare molto meno.
Fingo meglio.
Non so se sia normale davvero, so che il rancore non mi lascia.
Non vorrei addentrarmi troppo nel significato e nell'interpretazione della normalità, quindi tagliamo corto.
Mi darò alle citazioni credo, rendono bene l'idea e devo pensare molto meno.
Fingo meglio.
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