Why don't you weep when I hurt you?
Why don't you weep when I cut you?
You don't bleed and the anger builds up inside.
(Brazen - Skunk Anansie)
La deficienza di quel ragazzo è incredibile. Cazzo, pensavo che avesse raggiunto il suo limite invece che fa? Mi aggiunge agli amici dopo avermi cancellata.
È così ridicolo che subito dopo aver pensato che è un coglione mi sono messa a ridere.
Voglio proprio vedere se faccio in tempo a cancellarmi da faccialibro prima che mi tolga di nuovo per nascondere la prossima ragazza XD
mercoledì 25 agosto 2010
domenica 22 agosto 2010
83.
Vediamo di capirci: tendenzialmente non godo delle sventure/disgrazie/sfortune/chipiùnehapiùnemetta altrui... ma cazzo, sì!
È cosa buona e giusta. Si sono lasciati.
Ricevo questo fantomatico messaggio del tipo "è single XD" e mi si dipinge sulla faccia un sorriso in stile Joker, per la serie che mi faccio paura da sola a pensarci. Ciò che basta per farmi venire voglia di uscire di casa, andare al parco e mettermi a urlare qualcosa sul genere di "l'avevo detto!".
È fantastico. Non scherzo.
Probabilmente sono un caso psichiatrico ma non me ne potrebbe fregare di meno, la soddisfazione che sto provando l'attendevo da troppo tempo; non è neanche troppo il fatto di avere sempre avuto palesemente ragione su ogni cosa, basta solo il fatto che sia successo.
Ti amo. Sì, 'sta cippa di minchia.
Ecco, poi vado sul profilo di lei (perché quello di lui col cazzo che lo vado a vedere) e mi trovo sta famosissima e ormai scontata scritta: tizia è passata da ufficialmente fidanzata a single.
Sul giorno di ieri.
A testa di cazzo per eccellenza piace questo elemento.
Poi leggo i commenti sotto, perché dopo il "piace" non volevo avere parole a parte "sticazzi è sempre più coglione", e vedo questa tizia sotto che fa "mi ha detto che il lupo perde il pelo ma non il vizio, quindi credo di sapere di che si tratta".
Credo anche io, ma per pietà verso il suo neurone spero vivamente di sbagliarmi.
Bisogna che m'informi, voglio ridere un po'.
È cosa buona e giusta. Si sono lasciati.
Ricevo questo fantomatico messaggio del tipo "è single XD" e mi si dipinge sulla faccia un sorriso in stile Joker, per la serie che mi faccio paura da sola a pensarci. Ciò che basta per farmi venire voglia di uscire di casa, andare al parco e mettermi a urlare qualcosa sul genere di "l'avevo detto!".
È fantastico. Non scherzo.
Probabilmente sono un caso psichiatrico ma non me ne potrebbe fregare di meno, la soddisfazione che sto provando l'attendevo da troppo tempo; non è neanche troppo il fatto di avere sempre avuto palesemente ragione su ogni cosa, basta solo il fatto che sia successo.
Ti amo. Sì, 'sta cippa di minchia.
Ecco, poi vado sul profilo di lei (perché quello di lui col cazzo che lo vado a vedere) e mi trovo sta famosissima e ormai scontata scritta: tizia è passata da ufficialmente fidanzata a single.
Sul giorno di ieri.
A testa di cazzo per eccellenza piace questo elemento.
Poi leggo i commenti sotto, perché dopo il "piace" non volevo avere parole a parte "sticazzi è sempre più coglione", e vedo questa tizia sotto che fa "mi ha detto che il lupo perde il pelo ma non il vizio, quindi credo di sapere di che si tratta".
Credo anche io, ma per pietà verso il suo neurone spero vivamente di sbagliarmi.
Bisogna che m'informi, voglio ridere un po'.
martedì 17 agosto 2010
82.
Mi spiegò come avesse imparato a trattare le persone come sassi e a considerare le cose nuove come fatti antichi. Come avesse scoperto che cosa è privo di pensiero, che cosa ci rende privi di pensiero, solitari, torpidi. Come lui in se stesso sapesse conciliare futuro presente e passato, e portare avanti questo gioco fino al punto in cui cominciava a sfuggirgli di mano. Come avesse imparato con un semplice calcolo a spegnere il proprio corpo, a spegnere anche lo spirito, a spingerlo in una direzione che per lui in quel dato momento era quella prestabilita, "l'unica direzione", una sensazione che durava forse solo una frazione di secondo. Come osasse vivere soltanto in mezzo ai morti, ai dimissionari, a uomini spenti destituiti precipitati. Passava attraverso la vita come attraverso a un tunnel senza fine e a null'altro che tenebre. E gelo.
Gelo
Bernhard Thomas
Bernhard Thomas
lunedì 26 luglio 2010
81.
"Relationships are based on trust.
Well, I guess this one was based on lies"
This Is Not The End - Escape The Fate
"Ma tu ce l'hai ancora con lui? Cioè... provi ancora rancore?"
"Chi io? No, non e l'ho con lui... perché?"
"Allora perché non mi hai chiesto di salutarti anche lui?"
"... Perché dovrei?"
Well, I guess this one was based on lies"
This Is Not The End - Escape The Fate
"Ma tu ce l'hai ancora con lui? Cioè... provi ancora rancore?"
"Chi io? No, non e l'ho con lui... perché?"
"Allora perché non mi hai chiesto di salutarti anche lui?"
"... Perché dovrei?"
mercoledì 21 luglio 2010
80.
Parevano, a vederli insieme, il sole e la luna.
La luce di lui la illuminava come fosse di neve candida, all'alba del nuovo giorno; lei, d'altra parte, viveva del suo calore, nel torpore di un suo sguardo o nel tocco delle sue mani.
La loro unione, ad occhi estranei, doveva essere come la più naturale mai vista: giorno e notte, bianco e nero e tutte le gradazioni inevitabili del loro fondersi l'uno nell'altra.
Lei amava osservarlo, abbagliata della luminosità dei suoi gesti e del suo stesso essere, amava ascoltare il suono della sua voce, di una calda felicità, e sentire il suo respiro e il cuore battergli in petto. Amava tutto di lui, del suo sole. Amava e basta, era così semplice.
Non saprei dire se lui amasse qualcosa in lei, ma so che non l'amava.
Lui l'abbracciava e la baciava, le parlava e si fidava; sorrideva, e lei non poteva fare a meno di fare altrettanto ogni singola volta, le prendeva le mani e vi poggiava le labbra, la faceva arrossire, la faceva ridere, sentire viva.
Lei s'innamorava ad ogni gesto più intensamente; lei amava e lui si sentiva amato, ma per il sole non era abbastanza... forse voleva semplicemente tornare al centro dell'universo.
Inutile cercare di spiegare ciò che accadde alla luna, inutile provare a descrivere il vuoto che sentì.
Ed ora lui s'illude di poter trovare qualcuno più simile alla sua luce senza capire che il fuoco non ha bisogno del fuoco.
Lei continua il suo moto attorno alla terra: ora sa di non essere fatta per girare intorno al sole.
Saranno sole e luna, per sempre; complementari, nel loro non incontrarsi mai.
La luce di lui la illuminava come fosse di neve candida, all'alba del nuovo giorno; lei, d'altra parte, viveva del suo calore, nel torpore di un suo sguardo o nel tocco delle sue mani.
La loro unione, ad occhi estranei, doveva essere come la più naturale mai vista: giorno e notte, bianco e nero e tutte le gradazioni inevitabili del loro fondersi l'uno nell'altra.
Lei amava osservarlo, abbagliata della luminosità dei suoi gesti e del suo stesso essere, amava ascoltare il suono della sua voce, di una calda felicità, e sentire il suo respiro e il cuore battergli in petto. Amava tutto di lui, del suo sole. Amava e basta, era così semplice.
Non saprei dire se lui amasse qualcosa in lei, ma so che non l'amava.
Lui l'abbracciava e la baciava, le parlava e si fidava; sorrideva, e lei non poteva fare a meno di fare altrettanto ogni singola volta, le prendeva le mani e vi poggiava le labbra, la faceva arrossire, la faceva ridere, sentire viva.
Lei s'innamorava ad ogni gesto più intensamente; lei amava e lui si sentiva amato, ma per il sole non era abbastanza... forse voleva semplicemente tornare al centro dell'universo.
Inutile cercare di spiegare ciò che accadde alla luna, inutile provare a descrivere il vuoto che sentì.
Ed ora lui s'illude di poter trovare qualcuno più simile alla sua luce senza capire che il fuoco non ha bisogno del fuoco.
Lei continua il suo moto attorno alla terra: ora sa di non essere fatta per girare intorno al sole.
Saranno sole e luna, per sempre; complementari, nel loro non incontrarsi mai.
Nika
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