domenica 21 febbraio 2010

57.

"Le persone che vivono intensamente non hanno paura della morte." (A. Nin)
Indipendentemente dalla persona in questione, i cosplay dello stregatto e del bianconiglio mi sono piaciuti, apprezzo l'interpretazione... altrimenti dove sta la fantasia?
Di fatto il mio masochismo non ha fine: in giro dalle 9 alle 18.30 circa coi tacchi.
Pazza, sì: tu sei pazza e masochista.
Non mi smentisco mai. Ah, ma fosse solo per questo!
Ma io mi chiedo: perché la gente si esalta per fumettopoli & co. se in effetti guardano tutti gli stessi quattro anime messi in croce? Bah.
Lasciamo perdere.
E sorvoliamo anche sugli sbocchi lavorativi che vorrei davvero evitare di commentare.
In tutto questo ho conosciuto Shampoo (wooo), ossia Ambra alias Nana o viceversa, e ragazzo (Simone? Sì?)... ma sono così ttteneri! E sono probabilmente l'unica coppia che ho visto/conosciuto di cui non ho pensato "tanto prima o poi si mollano", 'ché sono così carini insieme *-*
Ma mi stavo scordando l'uscitona!
«Ah, ti ricordi la data... sei ancora innamorata, che carina!»
Ehm, come dire? Un pugno nello stocamo fa meno male.
Io non le definirei lacrime comunque, direi piuttosto che mi davano fastidio le lenti. Le lenti, sì.
Non erano lacrime.
Mmh, devo fare Lamù.

martedì 16 febbraio 2010

56.

"You hold the answers deep within your own mind.
Consciously, you've forgotten it: that's the way the human mind works.
Whenever something is too unpleasant, to shameful for us to entertain, we reject it, we erase it from our memories.
But the imprint is always there." (Understanding - Evanescence)
Una delle cose più vere che abbia mai sentito.
Sto aspettando. Per me.
È l'amore che manca. Solo quello.
Che altro se no? Il resto non esiste.
A prescindere dall'improvviso calo di umore: le presenze oscure aumentano.
Prima era una. Se ne è aggiunto un altro. Poi l'amicone.
Ah ah.
Calma, direi. Calma. Non è giornata.
Non sta bene insultare le persone, neanche se se lo meritano.

lunedì 15 febbraio 2010

55.

"Now it's just a game. God! you'll never change." (Come Whatever May - Stone Sour)
A me spiace per lei che crede che a lui importi qualcosa. Mi spiace perché sarà lui a lasciarla e nel caso fortuito in cui avvenga il contrario a lui non importerebbe comunque.
Quanto può essere prevedibile, dopo tutto questo?
Quanto posso realmente non sapere, visto ciò che è stato?
Tuttavia è inevitabile, indi irrilevante.
Ciò che può essere considerato rilevante anche solo in parte è invece il fatto che Milano è grande fino a un certo punto.
Come evitare il Duomo di sabato pomeriggio, o il Bicocca l'estate?
Per la serie: portiamoci avanti? No: siamo realisti.
Sinceramente, non mi tange; che in altro modo suonerebbe come: per me non esiste.
Effettivamente detto così ricorda un po' Jane in Orgoglio e Pregiudizio, non fosse per il rancore.
Di fatto, il problema non è mio: ho già ignorato tempo fa, credo continuerò per questa strada.
"You wanna be the man? You gotta be a man. But you are nothing but a saddened simulation."
Triste, fingere di essere qualcuno che non si è? Sì, mi spiace per te.

mercoledì 10 febbraio 2010

54.

La gente ti guarda e pensa di capirti, pensa di sapere a che pensi, pensa di conoscerti solo perché per un certo periodo ha potuto osservarti sotto un'altra luce.
Togliti quel sorriso dalla faccia quando mi guardi. Non m'importa che ti passa per la mente, non m'importa il perché, semplicemente smetti di osservarmi.
Detesto essere sottovalutata, non mi va per niente a genio lasciar passare certe cose.
Evita di continuare ad irritarmi.
Sto già stendendo un velo pietoso su tutto ciò che so e che non dovrei sapere (questo perché l'intelligenza di alcune persone è direttamente proporzionale alla loro coerenza).
Detto questo aggiungerei che sto evidentemente evitando persone, persona (?), con assai poca discrezione semplicemente per evitare di mandare volgarmente qualcuno a farsi fottere.
Io lo definirei un gesto fin troppo compassionevole da parte mia, ma dettagli... anche se stavo meglio prima di questo ben poco atteso ritorno.
Continuando a fingere di non sapere.

lunedì 8 febbraio 2010

53.

"Il cinismo è l'arte di vedere le cose come sono, non come dovrebbero essere." (Oscar Wilde)
Viene così naturale notare quanto sia difficile fingere che non sia successo niente che ad un certo punto inizi a domandarti se sia successo qualcosa o no.
L'ostentata naturalezza delle persone, credo sia quello il peggio: vedere come cambia la gente quando passa dal comportarsi in maniera naturale al fingere indifferenza.
Non è cambiato nulla ed è cambiato tutto contemporaneamente.
Credo che passerò oltre, non ho voglia.