sabato 17 aprile 2010

64.

"It hurts so much inside, your telling me goodbye.
You wanna be free.

And knowin' that you're gone and leavin' me behind...
I gotta make you see...
I gotta make you see...
I gotta make you see...
That I still love you, I still love you.
I really, I really love you.
I still love you."
(I Still Love You - Kiss)
Era mio. L'ho realizzato ora.
Ci ho trascorso del tempo, abbiamo passato insieme momenti e situazioni.
"...e ci pensi ancora."
Dettagli.
Ma quanto tempo è passato? Davvero, ho perso il conto: so che era ottobre. Il cielo era grigio e il mondo era molto meno colorato di come appare in una fotografia modificata bene.
Era mio, o forse non lo è mai stato. Più probabile. Sicuro.
Ora ha lei... o lei ha lui. Per quanto possa continuare a deprimermi però, una cosa è certa: non amerà mai nessuno quanto ama se stesso.
Non so se m'importa, forse mi manca solo qualcosa. Qualcuno direbbe: un ragazzo.
Lol. Ma io non voglio un ragazzo, o forse sì ma non tanto per... no ma io non voglio un ragazzo e basta. Facile dire di cosa avrei bisogno: delle cose sbagliate.
Dovrò passarci sopra. L'ho fatto tante volte, per tante cose. Questo non sarà diverso.
Preferirei non vederlo mai, neanche per caso. Preferirei non fosse felice. Preferirei non sapere niente di lui, non ricordare niente.
Preferirei non provare niente. Rancore, tristezza, malinconia, disprezzo e a... anche basta.
"Non puoi provare ancora qualcosa"
Uh, frasi che risuonano nella mente, rimaste impresse come scolpite nella pietra.
Vorrei solo che lui fosse reale, come lo credevo io, per due minuti. Che fosse la persona che credevo per due insignificanti minuti della sua esistenza, solo per poterlo guardare ancora negli occhi... solo per poter sapere cosa ho fatto per meritarmi questo.
Solo per poter sapere cosa mi ha fatto.
Cosa mi ha fatto? Come ha fatto?
Come è possibile che io abbia permesso una cosa del genere?
Così fragile, così ingenua. Se ci ripenso smarrita, completamente persa nel momento in cui ciò che non è mai iniziato è giunto ad una fine.
Come si può ferire una persona, guardare i suoi occhi diventare lucidi, il viso rigarsi di lacrime, e calpestarla e distruggerla giorno dopo giorno senza provare alcunché? Come si può mentire a qualcuno che si fida ciecamente di te? Come si può ingannare, prendersi gioco di qualcuno?
Torno sempre sugli stessi discorsi, me ne rendo conto.
Provo sempre lo stesso rancore.

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