Fu solo un giorno, un giorno solo e mi resi conto che ero lì alla solita stazione, senza più un cuore che scalciava l’impazienza. Ero semplicemente lì che aspettavo, e quando ho sentito l’annuncio del treno che partiva per un posto che avevo tanto amato, non mi commossi. Non era la prima volta, ma solo lì me ne accorsi. Ora potevo anche non prenderlo e tornare indietro, quel treno avrebbe potuto andare altrove. Un posto adesso valeva l’altro. E questo mi fece più male che il dolore di non trovare quel posto pur andandoci, perché ero io a mancare.
Qualcuno ora mi chiede come possa emozionarmi ancora. In effetti mi ci vorrebbe molta ingenuità. Dice che con me è fatica sentirsi esclusivi. Io gli chiedo se in fin dei conti sia giusto sentirsi esclusivi per mancanza di esperienza. Sì, certo, ora sarei stata provata, ma avrei saputo meglio dosarmi in parole e emozioni, che non è vero che non amo più, amo solo con più riserva, con più disincanto. Alla fine se uno diventa cinico, non è per gratitudine, ma per difendersi da qualcosa che è ben più estremo del sesso perverso: l'amore. Così gli dico che non era necessario andare con una inesperta per sentirsi qualcuno, che in ogni caso nel mondo si è sempre uno dei tanti anche quando si va con chi ti fa sentire importante, e per lo stesso motivo, c'è sempre tra tutti questi tanti uno che ti dà la possibilità di essere un qualcuno.
La ragazza definitiva - Gisy Scerman

